La Digeronimo fra Roma e il Municipio di Bari

Davide Impicciatore

In una lettera aperta si candida a Sindaco, ma attacca anche Nichi Vendola e tutti i suoi delatori

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Ora è ufficiale; o quasi. Anche lei, dopo le prime voci di inizio luglio, conferma la possibilità di una sua candidatura a Sindaco di Bari per le prossime elezioni amministrative del 2014.
«Vado via dalla mia città lasciando processi delicati e indagini in corso», ha dichiarato DesireèDigeronimo in una lettera aperta alla Città, «forse a qualcuno ciò piacerà, ma a loro dispetto Bari sarà sempre il centro dei miei affetti e dei miei pensieri e se si creeranno le condizioni sarò felice di continuare a servire in altro ruolo i miei concittadini».

Tutto questo all’indomani della decisione del Consiglio Superiore della Magistratura di accettare la richiesta di trasferimento del PM da Bari a Roma, facendo intendere abbastanza palesemente di essere pronta  a candidarsi a Sindaco del capoluogo pugliese.
Già ai primi del mese di luglio Donato Cippone, ex consigliere comunale della Lista Emiliano e segretario del Movimento politico per la governabilità, si era pubblicamente esposto come sponsor della candidatura dell’ex Pubblico Ministero a Primo Cittadino (da PM a PC quindi): «Il centrosinistra dovrebbe convincersi a sostenerla. Credo che i progressisti potranno ritrovare l’unità attorno al nome della Digeronimo: vorremmo che il contributo che ha offerto a questa comunità nei panni della requirente andasse avanti in altro modo e soprattutto non vorremo che fosse costretta ad abbandonare il capoluogo pugliese».
Ma nella lettera di DD (come viene citata spesso su Facebook con riferimenti non casuali) c’è anche il tentativo di confutare tutte le accuse che le sono state rivolte dai suoi colleghi anche dinnanzi al Csm e che sono state l’inizio del procedimento “per incompatibilità ambientale” a suo carico archiviato solo dopo la sua richiesta di trasferimento. Per chi forse non ricorda, il procedimento era stato aperto dopo che 26 pubblici ministeri della Procura di Bari avevano sollecitato un intervento contro la Digeronimo, che – insieme al collega Francesco Bretone – aveva presentato un esposto contro la giudice barese Susanna De Felice, colpevole di aver assolto nell’ottobre 2012 il Presidente della Regione Puglia Nichi Vendola dall’accusa di abuso d’ufficio.

«La mia incompatibilità ambientale, spiega la PM, nasce dall’incolpevole circostanza di essermi imbattuta in un’indagine che avevo il dovere di approfondire e concludere; doveri che mi imponevano di non voltare la testa, di non tenere le carte nei cassetti».
Quindi, smentisce Vendola(«Non sono mai stata amica della collega De Felice), smentisce la sorella del Governatore, Patrizia («Non ho mai chiesto favori a lei o al fratello»), e smentisce la collega pmFrancesca Pirelli, moglie del magistrato scrittore ed ex senatore Pd Gianrico Carofiglio («Non ho mai avuto rapporti conflittuali con giudici o avvocati del distretto, né con la maggior parte dei colleghi sostituti di Bari»).

La requirente ce l’ha per tutti. Forse ha capito che questa è la prima mossa per entrare in politica. Vedremo, a questo punto, da che lato. E soprattutto vedremo se Bari vorrà ancora un altro magistrato sulla poltrona di primo cittadino.

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Commenti

  • sandro mayer (utente non verificato)

    Vendola è molto potente, altro che Berlusconi.