Comune di Bari manca ancora il difensore civico

Doveva essere eletto tre mesi dopo l’approvazione dello statuto comunale
Il consigliere comunale Carlo Paolini, tutt’ora in carica, dichiarava nel lontano 2003 che Bari era una delle città italiane che non aveva ancora il difensore civico! Con l’istituzione di questa figura, diceva, probabilmente non sarebbero state scritte alcune brutte pagine della storia più recente della città di Bari.
Per esempio lo scempio urbanistico come quello di Punta Perotti, un complesso di palazzoni costruiti sul Lungomare di Bari, sfruttando – come affermava l’urbanista Dino Borri – le smagliature offerte da leggi statali e regionali e da comportamenti e interpretazioni locali e comunali permissivi? Avremmo avuto una città ancora priva del Piano Urbano del Traffico oppure una qualità dell’aria fra le peggiori d’Italia, come dalle indagini dell’Istituto nazionale dell’Ambiente del C.N.R o vedere Bari inserita fra le ultime città italiane nella graduatoria del sole 24 ore per la vivibilità urbana ? Eletto consigliere comunale nel giugno 2004, rieletto nel giugno 2009 sempre nella lista Emiliano per Bari ed attualmente nel gruppo Misto al Comune. scriveva sempre Paolini che Bari era stata la prima città a dotarsi dello Statuto comunale, con 44 articoli (più cinque norme transitorie). Era il 15 luglio del 1991 quando il Sindaco del tempo, Enrico Dalfino con tutti i consiglieri comunali, gli assessori ed il segretario generale approvarono all’unanimità in forma solenne e in piedi lo Statuto comunale. In particolare l’art. 13 dello Statuto del 1991 istituiva l’Ufficio del Difensore Civico e l’art. 3 delle disposizioni transitorie così recitava: “
1. – La procedura per la prima elezione del Difensore civico sarà espletata entro tre mesi dall’entrata in vigore dello Statuto.” Ne sono passati di anni da allora ma, ne il centrodestra ne il centrosinistra hanno mai regolamentato ed eletto questa figura importantissima della partecipazione democratica alla vita amministrativa .
Niente, non è cambiato niente! Non è questione di cultura di destra o di sinistra, come affermava Paolini, per molti cittadini è solo questione di potere e di volontà politica di non voler nessun tipo di interferenza sulla politica della casta che da decenni vuole solo per sé qualsiasi tipo di decisione . Il difensore civico ha il potere di decidere su molte questioni avanzate dai cittadini, questo è il vero problema .Una delle prove più lampanti su questo tema si evidenzia durante il consiglio comunale del 16 Marzo 2006 dove veniva discussa una interrogazione del consigliere Giuseppe Varcaccio e precisamente : “In data 15.05.05 i Cittadini della 1^ Circoscrizione attuarono una raccolta di firme tendenti ad evitare l’approvazione in Consiglio Comunale del “ Progetto definitivo di realizzazione di due rifugi per cani e del canile sanitario in strada Torre Brengola a Palese-Bari – Approvazione del progetto in variante al P.R.G.”. Purtroppo l’esito è stato contrario alle aspettative dei Cittadini, pertanto, tale delibera veniva approvata in data 28.07.05.
A seguito di tale deliberazione si è tentato in più modi di far recedere l’attuale Amministrazione da tale proposito avendo, purtroppo, sempre esito negativo. Per tali considerazioni, dichiarava Varcaccio, si è costituito un Comitato che ha come unico interesse la salvaguardia del territorio e della vivibilità dei suoi abitanti. Pertanto chiediamo che venga posto in essere quanto necessario per l’indizione del Referendum Popolare abrogativo della delibera in oggetto come previsto dal comma 5 dell’art. 42 dello Statuto Comunale. Il Sindaco chiedeva parere al Segretario Comunale che rispondeva che l’inerzia amministrativa nell’eleggere il difensore civico, competente in materia, non poteva paralizzare l’attuazione di uno degli Istituti cardine di partecipazione dei cittadini all’attività amministrativa e proponeva che nelle more dell’adozione del regolamento per l’istituzione del difensore civico previsto dall’art. 43 dello Statuto comunale , l’istruttoria sull’ammissibilità della richiesta referendaria poteva essere esercitata dal Segretario Generale unica figura che per funzioni poteva essere “assimilata” a quella del difensore civico.
La proposta del Segretario Generale, veniva respinta con 27 voti contrari (Bronzini, Cardanobile, Cassano, Colasante, Fanelli, Lagala, Pirro, Santacroce,Veronico, Amoruso, Bisceglie, Ginefra, Lacarra, Pasculli, Carbone, Maiorano, Monno, Vitale,Canonico, Carbonara, De Candia, Cisternino, D’Amore, Mattia, Anaclerio, Lapenna, Avantaggiati) N. 1 astenuto (Giuseppe De Santis) N. 5 favorevoli (Finocchio, Melchiorre, Meleleo, Pennisi, Varcaccio Garofalo).
Niente difensore civico, bocciato il segretario Generale la democrazia partecipata, così cara al Sindaco Emiliano diventava solo un concetto astratto per i cittadini baresi.
Riproponiamo una parte di un discorso del difensore civico di un piccolo comune vicino a Bari, Rutigliano, Maria Rosaria Lasorella “Una istituzione, quella del difensore civico, che i cittadini( Rutiglianesi) sembrano cominciare ad utilizzare concrescente fiducia. Si evidenzia che nel corso dell’ultimo anno dell’approccio dei cittadini a questa istituzione sono state varie le richieste di assistenza e di tutela per situazioni inerenti a interessi o diritti presuntivamente ritenuti lesi”
Signori consiglieri comunali, consigliere Paolini, signor Sindaco basta con le parole vacue di democrazia partecipata, diamo un esempio concreto di vera democrazia, eleggiamo subito il difensore civico. E’ vergognoso che, mentre un piccolo comune come Rutigliano sin dal 2008 ha eletto il difensore civico nella figura di Maria Rosaria Lasorella, nel capoluogo pugliese, comune capofila della futura Città Metropolitana il difensore civico è solo un articolo di uno statuto dimenticato dal Centrodestra e dal Centrosinistra, da tutti i consiglieri comunali e dalla giunta municipale
Commenti
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bari è una ex grande città…..purtroppo. non avremo x molti decenni al governo uomini come Dalfino e Laforgia.






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