Consiglio metropolitano, il centrosinistra si presenta

Città Insieme il nome della lista che comprende Pd, Sel, Puglia in più, Cantieri dal basso, Realtà Italia e Iniziativa Democratica
Mancano meno di 72 ore all’apertura delle urne da cui, domenica prossima, emergerà la composizione del primo Consiglio metropolitano della storia di Bari e dei comuni della provincia, ormai accompagnata sul viale del tramonto dalla discussa (e discutibile) “legge Delrio”. La Provincia così come l’abbiamo conosciuta, infatti, segna il passo in favore della Città metropolitana, a Bari come in altri 10 comuni capoluogo del Belpaese.
Si tratta di elezioni storiche pure da un’altra prospettiva. A votare, infatti, non saranno i cittadini, cui “la matita” è stata sfilata dalle mani per riporla in quelle (forse più “affidabili”?) dei 717 sindaci e consiglieri comunali che amministrano i 41 comuni della ormai ex Provincia. “Grandi elettori” li chiamano gli addetti ai lavori.
Se quelle depositatein tutto sono tre, ieri – nel quartier generale del Pd barese – è stata presentata la lista Città Insieme che, con il partito di Renzi, vede Sel, Puglia in più, Cantieri dal basso (la neocostituita rete di movimenti civici), Realtà Italia e Iniziativa Democratica.
«È l’unica lista di centrosinistra allargata alla partecipazione delle liste civiche che non ha fatto nessun tipo di accordo trasversale con il centrodestra», dice Ubaldo Pagano (Pd). Gli fanno eco Michele Cassano (Sel) che evidenzia «la capacità delle forze tradizionali del centrosinistradi andare oltre, allargando ai movimenti disseminati sul territorio e fortemente radicati», e Nicola Lucarelli (La Puglia in più), che dal canto suo parla del «sostegno forte e determinante della rete delle liste civiche. Questo connubio – aggiunge – è la forza della lista», per poi dare atto al Pd «di aver assunto un ruolo di guida» e «mantenuto la barra dritta».
Queste elezioni, quindi, paiono caratterizzate dal debutto della rete dei movimenti civici Cantieri dal basso che ne comprende 17, in rappresentanza di 10 comuni della “nuova” area metropolitana. «Un progetto orizzontale – dice Renato Bucci – che raccoglie quei laboratori civici capaci di intercettare istanze di partecipazione e innovazione. Cerchiamo di coniugare bene pragmatismo e visione, ed è in questa prospettiva – aggiunge – che ci siamo posti rispetto alla stesura del documento politico per il Consiglio».
Per Alfredo Borzillo (Realtà Italia) «mentre le altre 90 Province, circa, finiranno la loro azione sul territorio, le città metropolitane avranno un significato importantissimo, ecco perché abbiamo lavorato in questi mesi sul programma e sullo schema di alleanze».
Quanto alla composizione di Città Insieme, sono solo tre i candidati di Bari, perché – come spiega il segretario provinciale dei Dem – «allargare il numero di consiglieri comunali di Bari, secondo il sistema del voto ponderato, avrebbe significato restringere la possibilità di elezione per candidati che non sono di Bari città». Circostanza salutata con favore, e all’unisono, dagli intervenuti, proprio per la rappresentatività assicurata in modo omogeneo a tutto il territorio.
Nel documento politico presentato alla stampa, base programmatica per gli aderenti alla lista, spiccanoda un lato «l’adozione di nuovi modelli organizzativi che portino alla dislocazione dei servizi prevedendo la costituzione di uffici metropolitani periferici», o la possibilità di «mettere a disposizione dei comuni che ne avessero bisogno, per carenze di organico, gli uffici e le relative risorse umane»; e dall’altro «l’attenta e condivisa programmazione dei fondi europei», nonché la «valorizzazione delle specificità delle aree omogenee attraverso una pianificazione territoriale più efficace e condivisa».
Poi, nella consapevolezza del vistoso deficit di democraticità che le «elezioni di secondo livello» hanno determinato, il documento contiene l’auspicio che la legge possa essere rivista, per consentire «un maggiore coinvolgimento dei cittadini nella scelta dei propri rappresentanti, attraverso l’elezione diretta del consiglio e del sindaco metropolitano, senza snaturare l’attuale articolazione del comune capoluogo», come previsto dall’odierno assetto normativo.
La lista Città Insieme si compone di 17 candidati («non siamo scaramantici», dirà Pagano). Tutti uomini, a eccezione di due donne. Una terza rappresentante del gentil sesso è stata esclusa per un difetto di forma. Sul punto, alla voce “proposte di modifica”, i relatori fanno sapere che chiederanno la modifica della legge Delrio per consentire «la possibilità della doppia preferenza».
Le altre liste depositate, “Alleanza per la Città Metropolitana”, in quota centrodestra, e “Terre democratiche”, che raggruppa altre civiche, non sono state ancora presentate, invece.
Fino all’apertura delle urne di certo c’è solo il nome del sindaco metropolitano, che la legge designa nel primo cittadino di Bari, Decaro, e la composizione della Conferenza metropolitana, composta da tutti i sindaci dei 41 comuni. Da lunedì, invece, sapremo chi siederà sui 18 scranni all’ombra della torre più alta del lungomare Nazario Sauro.
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