Tenta di dare fuoco all’ex moglie dopo averla cosparsa di alcol: arrestato per tentato femminicidio

Un episodio che, secondo la ricostruzione investigativa, rappresenterebbe il culmine di una lunga storia di violenze domestiche
Avrebbe cosparso di alcol etilico il corpo dell’ex moglie, tentando poi di darle fuoco con un accendino. Un’aggressione che avrebbe potuto trasformarsi in tragedia e che ha portato all’arresto di un uomo, già noto alle forze dell’ordine per precedenti reati contro la persona e il patrimonio. Nei suoi confronti sono state formulate le ipotesi di reato di maltrattamenti contro familiari o conviventi e tentato femminicidio.
La vicenda risale al 9 ottobre scorso e si è verificata in una strada del centro cittadino.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, l’uomo avrebbe versato alcol etilico sull’intero corpo dell’ex moglie, cercando successivamente di appiccare il fuoco. Proprio nel momento in cui tentava di alimentare le fiamme dal pavimento, tuttavia, l’accendino gli sarebbe caduto dalle mani. Ne sarebbe scaturita una breve colluttazione tra i due, durante la quale la situazione avrebbe assunto contorni ancora più drammatici.
La donna, in uno stato di profonda disperazione che gli inquirenti riconducono anche alle continue vessazioni subite nel corso della relazione, avrebbe raccolto l’accendino e dato fuoco a sé stessa. A scongiurare conseguenze potenzialmente fatali sarebbe stato il tempestivo intervento della sorella, sopraggiunta proprio in quei momenti. La donna avrebbe immediatamente portato la testa e il busto della vittima sotto un rubinetto, riuscendo a contrastare le fiamme.
Un episodio che, secondo la ricostruzione investigativa, rappresenterebbe il culmine di una lunga storia di violenze domestiche. Gli accertamenti condotti dalla Squadra Mobile avrebbero infatti consentito di ricostruire numerosi episodi di maltrattamenti fisici e psicologici ai danni della donna, iniziati già durante la convivenza con l’indagato e proseguiti nel tempo. Alcune delle condotte contestate sarebbero state compiute anche in presenza dei due figli minorenni della coppia.
Determinanti per lo sviluppo delle indagini sono risultati la denuncia della vittima e l’acquisizione di filmati che, secondo quanto riferito dagli investigatori, avrebbero ripreso l’intera sequenza dell’aggressione. Elementi che, insieme alla ricostruzione delle precedenti condotte violente, sono confluiti in un’informativa trasmessa alla Procura della Repubblica di Bari.
La gravità del quadro indiziario ha portato la magistratura a intervenire rapidamente. Su richiesta del pubblico ministero, il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Bari ha emesso, il 16 ottobre, un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti dell’uomo.
Il provvedimento è stato eseguito nella stessa giornata dagli agenti della Polizia di Stato, che hanno rintracciato l’indagato nella propria abitazione, dando esecuzione alla misura restrittiva.
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