Palese e Santo Spirito, Bellomo: “È giusto fare di loro un nuovo Comune. Bari li ha abbandonati”

La proposta del parlamentare di Forza Italia

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“Credo sia giusto, e non più rinviabile, fare di Palese e Santo Spirito un nuovo comune della regione Puglia”. Con queste parole il deputato Davide Bellomo, capogruppo di Forza Italia in Commissione Giustizia alla Camera, riaccende il dibattito sull’autonomia delle due borgate a nord di Bari, da anni al centro di una battaglia per il riconoscimento della propria identità amministrativa.

Bellomo sottolinea come le due comunità, che contano oltre 35mila abitanti, possiedano “una loro ben precisa identità storica e finanche un loro santo patrono, diverso da quello ben più celebrato del capoluogo”. Una distinzione che, secondo il parlamentare, giustifica pienamente la richiesta di un’autonomia amministrativa: “Ci troviamo di fronte a realtà che hanno tutto il diritto di godere di una loro autonomia, anche per ribaltare anni e anni nei quali l’amministrazione comunale di Bari si è completamente disinteressata dei loro problemi, abbandonando a sé stesso il territorio e favorendone un lento ma inesorabile degrado”.

Il deputato cita come esempio emblematico la recente scomparsa del presidio della polizia locale, definendola “l’ultimo, ma significativo episodio” di una lunga serie di segnali di abbandono. “Le infrastrutture sono totalmente inadeguate per un numero di abitanti in costante crescita – aggiunge – e i sindaci della sinistra che hanno governato Bari per decenni non se ne sono mai veramente preoccupati”.

Bellomo parla anche di “scempio del lungomare”, che a suo dire “meriterebbe la massima attenzione e valorizzazione, ma che invece subisce l’oltraggio di un’incuria colpevole e criminale”.

Il deputato forzista ribadisce infine il proprio sostegno al comitato per l’autonomia di Palese e Santo Spirito, che – sottolinea – “è sostenuto dalla larghissima maggioranza della popolazione, cittadini sempre più stanchi di essere marginali, periferici e privi di servizi essenziali”.

Una presa di posizione netta, che rilancia un tema sentito e dibattuto da decenni e che potrebbe tornare presto al centro del confronto politico regionale e comunale.

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