Il solito Bari
La mediocrità sembra essere la cifra ormai consueta di una squadra grigia e poco motivata
A Cremona ancora se lo ricordavano quel roboante 7 a 1 inflitto al primissimo Bari di Eugenio Fascetti. Erano altri tempi quelli. Erano gli anni dei vari Tentoni, Limpar, Dezotti, Florjancic, Maspero, Gualco e del trio delle meraviglie Bonomi, Favalli e Marcolin. Erano gli anni di una società che, pur facendo continuamente la sponda tra serie A e serie B, trasmetteva, tuttavia, la sensazione di riuscire a far sentire la propria voce nel calcio che conta, sfornando talenti e
vincendo piccoli, ma preziosi trofei, come quello Anglo- Italiano.
Erano gli anni dei Gigi Simoni, degli Emiliano Mondonico e degli Alviero Chiorri. Bandiere, prim’ancora che professionisti. Nei pochi e rassegnati tifosi presenti al Giacomo Zini, l’incontro di cartello contro il Bari avrà rievocato forti malinconie sui bei tempi andati, viste le poche attrative del presente. L’illusione, creatasi con l’avvento alla guida della società del patron Triboldi, che fossero tornati prepotentemente alla ribalta, si è ben presto spenta, alla luce della deficitaria posizione di classifica ottenuta nella stagione che segnava il tanto atteso ritorno nel torneo cadetto.
Eppure, nonostante ciò, Carboni non si fidava, e faceva bene. Con i suoi 27 punti, la Cremonese si presentava all’appuntamento contro il suo Bari come l’avversario più abbordabile, ma al contempo più temibile, non avendo alcunchè da perdere. I fatti, purtroppo, hanno dato ragione al tecnico toscano, con la Cremonese che ha imposto il pareggio ai galletti, impedendo loro di cogliere la quarta vittoria consecutiva in altrettante gare. Un pareggio che ha anche segnato, peraltro, la fine della imbattibilità che durava da 324 minuti della porta difesa da Jean Francois Gillet. Una occasione letteralmente gettata al vento dal Bari per dare ulteriore fiato alla propria classifica.
Un vero peccato, considerando il vantaggio di partenza e la superiorità numerica venutasi a creare per larga parte della ripresa. Il Bari, dopo essersi portato in vantaggio al 44 minuto di gioco con Ganci, ha accusato nel secondo tempo un pericoloso calo di concentrazione che ha poi viziato il goal del pari, colto da Carparelli (l’uomo simbolo della squadra) al 63 con una magistrale punizione, con la evidente complicità, però, dell’estremo difensore belga del Bari,
mal piazzato nell’occasione. Cremonese che, ritrovatasi poco dopo in inferiorità numerica per l’espulsione del difensore centrale Donadoni, non si è lasciata affatto scoraggiare e ha al contrario preso sempre più in mano l’iniziativa con
Dedic, lo scatenato Carparelli e Guidoni, mancando di poco il bersaglio. Bersaglio che aveva centrato in chiusura di gara con lo stesso Guidoni, fermato però in posizione di off-side.
Per il Bari un ulteriore passo indietro sul piano del gioco, dove solamente Carrus è apparso ispirato, confezionando a più riprese nel primo tempo assist pregevoli che Santoruvo prima e Ganci dopo avevano malamente fallito. Il ritorno di Michele Anaclerio sull’out difensivo di sinistra aveva consentito al Bari di spingere maggiormente su quella fascia,
permettendo a Pagano di accentrarsi maggiormente per poi tirare in porta, ma l’ex giocatore della Sampdoria non è sembrato in una delle sue giornate migliori. Poca concretezza là davanti, dove, forse, servivano a un certo punto
della gara dei ricambi, ma il Bari era privo sia di Luigi Anaclerio sia di Vantaggiato, entrambi ai box per dei problemi
muscolari, e altre alternative non ce ne erano.
Alla fine si tratta di un pareggio che ci può stare, per quello che nella ripresa ha creato una Cremonese decisamente orgogliosa, ma, come detto,il Bari ha sprecato una ghiotta opportunità per scalare altre posizioni verso l’agognato traguardo della salvezza. Qualcosa però va registrato in mezzo al campo, laddove la manovra appare fluida solo se ispirata da Carrus, diventa però in questo caso troppo prevedibile per gli avversari, consci del fatto che il gioco biancorosso si incentra su di lui. Sabato al San Nicola ci sarà il Catanzaro. Altro impegno insidioso per la truppa di Carboni. Ultimo in campionato, ma non ancora defunto, come dimostra la spumeggiante vittoria ottenuta sabato ai danni della diretta concorrente nella lotta alla salvezza Ternana. Una gara in cui non può certamente bastare il Bari visto in campo contro la Cremonese.
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