Un Volo leggero leggero

Mariangela Del Vecchio
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Con la spirito goliardico e l’affabilità che, ormai, lo contraddistinguono Fabio Volo, noto attore, speaker radiofonico e “fantasista” televisivo, ha accolto la folla di ammiratori in delirio asserragliati presso la libreria Laterza per la presentazione della sua ultima fatica cinematografica, Uno su due, film diretto da Eugenio Cappuccio e prodotto da Beppe Baschetto, in cui figurano, accanto a Volo, Anita Caprioli e l’esuberante  Ninetto Davoli, storico attore di pasoliniana memoria.
Ad accompagnarlo in questo incontro, posto a ridosso dell’uscita del film nelle sale, prevista per il  2 marzo 2007, Antonio Stornaiolo e Gennaro Nunziante impegnati, per l’occasione, a rendere ancor più effervescente l’atmosfera di un evento trasformatosi, ben presto, in un’ovazione estesa all’intero personaggio Volo.

Tuttavia, a guidare la discussione, di sovente interrotta dagli applausi e dalle manifestazioni d’esultanza dei convenuti, la riflessione sul film che, confermando la tendenza dell’attore a scegliere copioni apparentemente leggeri ma non privi di spessore, focalizza l’attenzione, a detta dell’attore, “sulla difficoltà di gestire le relazioni umane” e sulla tendenza, particolarmente radicata, a ricercare nello stacanovismo e “nell’incessante impegno nel lavoro una via di fuga dai propri disagi fino a quando un evento, irrompendo nel quotidiano, obbliga a rallentare il ritmo e a pensare”.

Infatti, Uno su due è la storia di Lorenzo, avvocato esasperato dalla routine che, a causa di un malore, è costretto ad arrestare il ritmo vorticoso della propria esistenza e a confrontarsi con un bivio che lo induce a riconsiderare la propria vita. A dare il titolo alla commedia è, quindi, il tema della scelta, della necessità di mettersi in gioco e di rischiare e, soprattutto, nelle parole dello stesso Fabio Volo, “il coraggio di non piacere” per cominciare ad amare un po’ di più se stessi, cessando di soggiogare la propria identità per ottenere l’altrui compiacenza. E sono proprio il coraggio di mettersi in gioco e la voglia di cimentarsi in film di non sempre facile fortunata a rendere Fabio Volo, a detta di Gennaro Nunziante, “grande nella sua leggerezza” e impegnato nella sua goliardia.

Non a caso, sulla scorta delle considerazioni intorno alla poliedricità e alla “leggerezza impegnata” di Fabio Volo, la discussione approda verso l’ultimo libro scritto dall’attore, Un posto nel mondo, edito da Mondadori, in cui sono affrontati temi legati al vivere quotidiano, come l’amore, la cui apparente banalità, dice Nunziante parafrasando Roland Barthes, “è capace di sorprenderci”.

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