Delibere da rifare? Silvia Godelli risponde

La Redazione

E contesta punto per punto le accuse dei suoi alleati di maggioranza

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In riferimento all’interrogazione di un gruppo di Consiglieri della Margherita, relativa ai criteri di erogazione dei finanziamenti regionali in materia di Spettacolo e di Attività Culturali con richiesta di revoca delle due corrispondenti delibere di Giunta, si precisa quanto di seguito:

– è ovviamente giusto, quanto opportuno, che i Consiglieri Regionali esercitino funzioni di controllo sugli atti della Giunta Regionale, purché tali funzioni non entrino in contrasto con la normativa regionale vigente (leggi e regolamenti), e non intervengano con circa 9 mesi di ritardo rispetto alle date di approvazione dei provvedimenti programmatori da cui derivano le delibere che oggi vengono contestate;

– nella fattispecie, le delibere di Giunta del 19/6/07, contenenti i finanziamenti per lo Spettacolo e per le Attività Culturali, derivano dai Programmi Triennali attuativi della Legge Regionale n. 6/2004, e tali Programmi triennali sono stati approvati, senza contestazioni di alcun tipo, ben 9 mesi fa</strong>; il Regolamento attuativo della Legge Regionale n. 6/04, da cui derivano sia i suddetti Programmi Triennali sia le due delibere contestate, è di due anni fa</strong>; nel 2007 esso è stato modificato, dopo ampia concertazione, ha ottenuto il parere favorevole della competente Commissione Consiliare, ed entrerà in vigore a partire dalle domande per il 2008</strong>;

– i due Programmi Triennali attualmente vigenti sono stati concertati in ogni dettaglio, prima di essere approvati dalla Giunta Regionale, con ANCI, UPI, Sindacati e Associazioni di categoria;

– il Programma triennale per lo Spettacolo, in ottemperanza alla normativa nazionale e alla riforma del Titolo V della Costituzione, che fa dello Spettacolo materia di legislazione concorrente, dà priorità, per i finanziamenti regionali, ai soggetti artistici riconosciuti dal Fondo Unico Statale per lo Spettacolo, quale condizione tra l’altro perché gli stessi soggetti possano continuare a fruire dei finanziamenti nazionali;

– il Programma triennale, inoltre, in quanto rivolto a consolidare professionalità artistiche, imprenditorialità e occupazione, esclude dai finanziamenti sia i soggetti “amatoriali” che i piccoli progetti estemporanei</strong>;

– sono stati esclusi dai finanziamenti per lo Spettacolo per il 2007 i progetti presentati da soggetti associativi che non avevano i requisiti formali e sostanziali previsti dal Regolamento (pluriennalità, rispetto dei contratti di lavoro, professionalità, capacità imprenditoriale ecc.), e dunque, puramente e semplicemente, da soggetti non ammissibili;

– il Programma Triennale fa esplicito riferimento alla necessità di una “negoziazione” con gli Enti Locali e con altri soggetti pubblici e privati; la gran parte degli Enti Locali non ha ritenuto di tener conto di tale indicazione</strong>;

– molti Enti Locali, nel presentare domanda di sostegno finanziario per lo Spettacolo, non hanno inoltre tenuto conto delle indicazioni del Programma Triennale relative alla necessità di consolidare le loro attività creando sinergie, intese, accordi intercomunali ecc., e si sono limitati a inviare singole richieste relative alle proprie iniziative stagionali, il cui finanziamento non può che restare nella competenza degli stessi Comuni che le organizzano, e che comunque non producono effetti concreti per la crescita complessiva del territorio, della qualità artistica e della occupazione nel settore</strong>;

– la delibera per lo Spettacolo prevede comunque espressamente che, se si renderanno disponibili altre risorse nel corso dell’esercizio finanziario, verranno ammessi a finanziamento ulteriori progetti degli Enti Locali, limitatamente a manifestazioni e progetti di qualità e di carattere consolidato</strong>;

– le risorse finanziarie non sono illimitate e una ulteriore frammentazione, in una logica di finanziamenti “a pioggia”, produrrebbe solo danni al territorio e agli operatori più seri</strong>;

– tutto quanto fin qui sottolineato vale anche per quanto attiene ai finanziamenti per le Attività Culturali;

– va evidenziato che la delibera per le Attività Culturali 2007 assicura finanziamenti a un gran numero di Enti Locali, destinando cospicue risorse a circa un centinaio di Comuni, di cui molti, piccoli, virtuosamente associatisi tra loro in Consorzi</strong>; è dunque evidente che il sostegno della Regione garantisce quegli Enti Locali che a loro volta si sforzano di compiere un salto di qualità,

– è il caso di precisare che i finanziamenti comunitari per l’internazionalizzazione non consentono di includervi i singoli progetti culturali, come gli interroganti suggeriscono, perché si tratterebbe di “spese non ammissibili”.
Nel concludere, è opportuno sottolineare che la Cultura e lo Spettacolo non si possono “vendere a saldo”: il progresso e lo sviluppo dei territori richiedono un paziente lavoro di programmazione e di consolidamento, che la frammentazione e la dispersione impedirebbero in via irreversibile di conseguire.

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