Girasoli sulla Murgia

Claudio Cimaglia
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Presso la sede della Regione Puglia, C.N.R. (Consiglio Nazionale delle Ricerche), Università degli studi di Bari, Arpa Puglia e l’Assessorato all’Ecologia della Regione Puglia, hanno firmato una Convenzione riguardante il disinquinamento di una zona del Parco dell’Alta Murgia, tra Altamura e Gravina, ricoperta da fanghi contenenti sostanze inquinanti.
All’evento hanno partecipato l’Assessore regionale all’Ecologia Michele Losappio, il Magnifico Rettore dell’Università degli studi di Bari Corrado Petrocelli,  Roberto Passino per il C.N.R., il direttore generale dell’Arpa Puglia Giorgo Assennato e altri specialisti che da diversi mesi stanno già lavorando sul suolo per raccogliere dati.
Come ha sottolineato Losappio, le operazioni nel parco dell’Alta Murgia sono già attive da diversi mesi quando sia istituzioni sia cittadini, hanno segnalato la presenza di sostanze inquinanti sul sito. Per questo progetto è stata messa a disposizione una somma pari a 415.00 €.
La Convenzione nasce dall’esigenza di utilizzare gli strumenti della ricerca e della sperimentazione per dare il via ad una serie di operazioni che non vadano a ledere direttamente il suolo.
Una delle proposte più gettonate è quelle di utilizzare delle specie autoctone che siano in grado di assorbire le sostanze inquinanti del terreno, come per esempio i girasoli.
Ovviamente per un discorso di questo tipo sono necessari diversi livelli di analisi, raccolta dati e sperimentazioni; ed è per questo che la Regione Puglia ha optato per il coinvolgimento dei migliori centri di ricerca della zona.
Antonicelli ha spiegato che in questa melma che ricopre il suolo, le prime analisi hanno riscontrato la presenza di metalli pesanti ed idrocarburi. Una prima fase riguardante la bonifica è stata completata, resta ora da capire se, e quali possano essere, le specie autoctone che avrebbero la capacità di assorbire le sostanze inquinanti.
Grazie alla collaborazione con il C.N.R. e l’Università di Bari si è giunti a buoni risultati e tutto fa pensare che entro la fine del 2007, massimo gli inizi del 2008, potrà essere avviata la bonifica vera e propria.
Petrocelli si è dimostrato alquanto entusiasta di contribuire ad un progetto di questa portata mettendo a disposizione le potenzialità dell’Università. "Il territorio deve guardare all’Università come ad una risorsa" ha commentato, ribadendo come gli accordi tra le parti siano stati presi da diverso tempo. Il tutto, ha proseguito, rientra in un progetto più ampio relativo alla creazione di una banca dati circa l’ambiente, un progetto avviato dal 2000/2001 che, oltre ad aver avuto un riconoscimento speciale del Presidente della Repubblica, è stato approvato dalla Comunità Europea. Dunque l’Università degli studi di Bari non può che confermate il proprio supporto anche per eventuali problematiche future.
Arpa e C.N.R. ha specificato che, vista la particolarità del problema, è più che giusto che se ne occupino degli enti di ricerca specializzati. Il tutto volge ad un generale arricchimento del territorio senza creare ulteriori danni ad una situazione fin troppo precaria di suo.
La Convenzione è stata dunque firmata da tutte la parti interessate; adesso non resta che attendete che la bonifica diventi una realtà.

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