Fabiano Amati risponde ad Emiliano

Come annunciato il coordinatore regionale della Margherita risponde al Sindaco Emiliano in merito alla candidatura per il PD
Caro Michele,
grazie per la lettera, ma non mi pare che tu abbia risposto alle tante domande che ti ho posto o che ti hanno posto a mezzo stampa tanti amici negli ultimi giorni.
Sai bene che la mia iniziativa non è centrata su un’improbabile contrasto personale ma sull’idea di PD che ancor oggi ci divide. E bada che ti divide anche da tanti amici che in pubblico ti sostengono e che in privato menano giusti fendenti.
Le tue dichiarazioni descrivono un partito fondato su un leader, che a sua volta trae forza da altri leader, dimenticando la massa di Cittadini ed eletti (Parlamentari, Sindaci, Consiglieri regionali, provinciali, comunali e circoscrizionali) che vogliono giustamente dire la propria.
Io ho aderito al progetto del PD prescindendo dal mio ruolo e senza avere sostenitori romani del rango di Veltroni, che voterò, e di D’Alema, che stimo.
Come vedi sono capace di votare anche quando il mio voto non è ricambiato.
Sono fatto così: ho la generosità dell’imberbe ragazzo di provincia e la tensione di chi vuole rinnovare la politica senza finzioni, sapendo che questa non deve mai diventare un mestiere, o l’occasione per fare più di un mestiere, altrimenti le elezioni rischiano di diventare un concorso per impiego pubblico e l’indennità di carica uno stipendio.
Sono convinto che tra la politica come gioco di pezzi da tenere insieme con parole insincere e il sogno imbecille di trasportare il paradiso in terra c’è una terza via.
Una terza via che può trovarsi tra la politica lottizzata e chi confessa di non essere riuscito a debellare la pratica.
Una terza via tra l’affarismo della politica e chi è ancora oggi costretto a sorvegliare.
Una terza via tra chi non conosce affatto la fatica e le amarezze dei militanti dei partiti che aprono le sezioni e chi si è accorto in ritardo di tutte le fatiche e le amarezze, e magari solo dopo aver ricevuto il sostegno disinteressato e generoso.
Questa terza via penso sia alla nostra portata e oggi consiste nel PD, che si realizza parlando: ed io non ho mai sorvolato, come non sorvolo, sulla richiesta di dialogo provenuta da te, da chiunque ne abbia voglia o da amici titolati.
Tu mi chiedi di restare con te, io ti esorto a restare con noi. La differenza non è di poco conto perché è l’approccio che svela il pronostico sul futuro.
Allo stato la mia proposta contiene l’invito a realizzare il noi, la tua il me.
Io penso che non si possano superare odi, rancori ed invidie, attivando altri odi, altri rancori e altre invidie, allontanando chiunque la pensi diversamente.
Il PD pugliese è un nuovo partito se ingloba tutti. Se sarà in grado di far sentire a casa propria tanti Cittadini, compresi Emiliano, Divella, Florido, Pellegrino, Stallone, Errico e tante personalità che guidano con entusiasmo diverse istituzioni locali.
Il PD pugliese è il partito della chiarezza all’esterno, che sa dire no a tutti i Caruso o a coloro che pensando alla politica bruciano in piazza bandiere, detto da donne e uomini che alle bandiere pensano solo per farle sventolare.
E’ il partito della chiarezza all’interno, che si organizzi su un chiaro sistema di alleanze su progetti e che non si lascia inghiottire dalle tattiche di chi a Roma si rappresenta autonomo e a Bari si intruppa semplicemente per contare.
Il PD ha il compito di dare stabilità e forza all’ottimo governo di Nichi Vendola e rifiuta ogni occupazione sulla redistribuzione dei posti in giunta, preferendo la produzione d’impegno sulle proposte per migliorare la Puglia.
Caro Michele, pensi di aver risposto a queste osservazioni o a queste domande?
A prescindere da chi si candida, hai voglia di prendere il “toro per le corna” e parlarne?
Con amicizia.
Fabiano Amati
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