Liberty Bari, tra calcio e solidarietà

Danilo Calabrese

Oltre ai play off dell’Eccellenza, la società punta sui giovani (soprattutto disagiati) con una scuola calcio completamente gratuita

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Se ne erano perse le tracce dal lontano 1956. Sotto la guida del presidente Umberto Giorgio riuscì ad arrivare fino alla IV serie meridionale, ma poi scomparve dalla scena. Oggi il Liberty Bari di Angelo Terracenere è di nuovo in campo. Ha già disputato quattro gare del campionato di eccellenza, di cui l’ultima proprio ieri. E questa mattina ha voluto presentarsi alla città e agli organi di stampa nella sua nuova veste, con l’ausilio di un anchorman d’eccezione e barese doc. “Rispolverare un gioiello di famiglia come il Liberty”, esordisce Attilio Romita, giornalista del Tg 1, “è un merito grandissimo degli imprenditori che ci hanno creduto”.

In testa a tutti, il presidente Antonio Flora, che tiene subito a precisare come “l’idea di far rinascere la società non è stata mia, ma dell’amico Gigi Frisini”. Anche lui, vecchia conoscenza e grande esperto di calcio, fa parte del team in qualità di direttore sportivo di questa operazione, non solo nostalgica per gli amanti del calcio, quello vecchia maniera, ma anche audace per una serie di motivazioni. “Noi siamo e rimaniamo tifosi del Bari”, ha precisato il presidente Flora, “perciò il Liberty non vuole essere in contrasto con i biancorossi, ma vuole diventare qualcosa che si pone come ampliamento dell’offerta calcistica rispetto al Bari stesso”.

In più, la nuova F.b.c. Liberty Bari ha intenzione di scommettere sui giovani, in particolar modo su coloro che vivono in condizioni di maggiore povertà rispetto ai loro coetanei. “Il nostro fiore all’occhiello”, continua Flora, “è la scuola calcistica, completamente gratuita e a disposizione soprattutto dei ragazzi più disagiati”. Sottrarre alla “probabile” strada della criminalità un centinaio tra adolescenti e bambini, occupando quanto più possibile e costruttivamente il loro tempo libero. E farlo attraverso lo sport nazionale sa tanto di scommessa in buona parte già vinta.

Vincerne un’altra, invece, sembra essere leggermente più difficoltoso. “Finora”, ha concluso il presidente del Liberty Bari, “non abbiamo avuto una grossa partecipazione di pubblico, ma aspettiamo sempre con ansia che la tribuna dello Stadio della Vittoria si possa riempire al più presto”. Augurio dello stesso Terracenere e dei suoi, costretti a giocare ogni domenica praticamente fuori casa.

Spazio anche per gli amarcord, al termine della cerimonia, con la consegna delle targhe alle vecchie glorie della squadra: Angelo De Pascale, Ciccio Cassano (unico a ritirare personalmente il riconoscimento), Nicola Chiricallo, scomparso di recente, Enzo Palazzi, il presidente Giorgio e naturalmente l’indimenticabile reuccio, Faele Costantino. Uno degli artefici del glorioso Liberty, nonché primo giocatore, nella storia del calcio italiano, di una formazione meridionale e di serie B ad essere convocato in nazionale. Che sia di buon auspicio? Lo sperano in tanti.

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