“Il diritto appartiene alla vita degli uomini”

Antonio Scotti

Paolo Grossi presenta il suo ultimo libro alla Laterza. Gianfranco Liberati: “Napoleone non è stato solo un condottiero”

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Un tuffo nella storia del diritto. Troppo spesso considerato diverso, distinto, squisitamente accademico, insomma altro rispetto i processi storico culturali che hanno segnato le pagine di ciò che ha contraddistinto l’uomo nei secoli. E a farlo riemergere dall’oblio in cui sovente si è ritrovato, ci ha pensato Paolo Grossi con il suo ultimo libro “L’ Europa del diritto”, edito da Laterza e presentato, ieri pomeriggio, nell’omonima libreria di via Sparano in un incontro a cui ha preso parte anche Gianfranco Liberati, docente di Storia del diritto italiano dell’ateneo barese.

“Nelle narrazioni della storia – ha affermato Liberati – si fa molto spesso riferimento a Napoleone Bonaparte solo per ciò che riguarda la sua  figura di condottiero, dimenticando che uno dei suoi più grandi lasciti è stato il Codice oltre che il Consiglio di Stato”.

E così millecinquecento anni vengono riletti da Grossi alla luce delle più svariate fonti letterarie e storiche. Dante Alighieri, Roberto il Guiscardo, Napoleone. Tutta la storia, spiega Liberati, viene rielaborata cercando di fare in modo che “il diritto possa rivelare il suo carattere di realtà che plasma e rappresenta le radici della quotidianità”.

Medioevo, modernità e post modernità esprimono, pertanto, una visione del diritto che rappresenta il costume dell’epoca. Oltre che l’evoluzione giuridica della società nel corso della storia. Il libro, in altre parole, si pone come un vero e proprio viaggio storico, dove ciascuno acquisisce consapevolezza della temporalità delle conquiste giuridiche dell’uomo e di come queste si siano espresse nel corso dei secoli. Il diritto, ha spiegato Grossi dopo la prolusione di Liberati “appartiene alla società,  alla vita, è quel tessuto invisibile che rende ordinato il nostro vivere quotidiano, consentendo la convivenza pacifica delle reciproche libertà”.

Il libro di Grossi rientra nella collana “Fare l’Europa”: un’iniziativa di cinque editori di lingua e nazionalità differenti, tra cui Laterza. I volumi affrontano i temi essenziali della storia europea, avendo come orizzionte la ricerca dell’identità collettiva dell’Europa.

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