Pd, D’Alema a Bari: ore cruciali e decisive

Claudio Cimaglia

Per gli indecisi un motivo in più per valorizzare il Mezzogiorno

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Nell’ultimo giorno di campagna elettorale il Ministro degli Esteri Massimo D’Alema, a Bari, ha cercato di convincere quella fetta dell’elettorato che dai sondaggi risulta essere ancora “indeciso”. Sondaggi alla mano, lo scarto tra i due maggiori schieramenti politici, due giorni prima delle elezioni, è di poco meno di due punti percentuali a favore della coalizione di centro-destra; tuttavia, considerando l’ancora alto numero di coloro che dichiarano di non saper ancora per chi esprimere la propria preferenza, l’esito è quanto mai incerto.

Alla luce di questi dati, D’Alema ha dichiarato questa mattina che la campagna elettorale non può ancora definirsi chiusa, e che ovviamente queste ultime ore saranno cruciali per definire i voti. Quindi proprio Bari, ormai piazza principale per lo sviluppo del Mezzogiorno, potrebbe essere protagonista dell’eventuale nuova legislazione di centro-sinistra. “E’ davvero difficile – ha spiegato il Ministro – prevedere cosa accadrebbe al Meridione in caso di vittoria del PdL, il quale sta mettendo in atto una chiara campagna antimeridionalista”.

A tal proposito, ha negato anche la somiglianza tra i due programmi elettorali, prendendo spunto proprio dalla “questione meridionale” per specificare che il PD ha presentato un disegno legge nel quale sono presenti una serie di proposte circa infrastrutture per lo sviluppo e la salvaguardia del Sud Italia.
A partire da una linea diretta che collegherebbe in modo agevole Bari e Napoli per arrivare ad agevolazioni fiscali per le imprese, un maggiore accesso al credito, con tassi notevolmente inferiori per i privati, oltre ad innovazioni nell’ambito della ricerca e dell’università. Sono queste le linee attraverso cui il PD punterebbe per un deciso riscatto del Meridione. “Un’unica proposta forte e sicura per il Sud, contro la politica proposta dai nostri avversari, che non farebbe altro che rendere ancora più ampio lo storico divario tra Settentrione e Meridione”.

D’Alema si dichiara fiducioso circa l’esito delle prossime votazioni. Dalla caduta del Governo Prodi ad oggi, il leader del PD Walter Veltroni, ha accumulato sempre più consensi, raggiungendo dei risultatoi che fino a un mese fa erano da considerare decisamente improbabili. “E’ lui – ha proseguito – il vero protagonista di questa campagna elettorale, autore di una grande rimonta contro la coalizione berlusconiana”.
Tuttavia, alla luce dei fatti, in caso di vittoria del centro-sinistra, ci sarebbero soltanto 21 volti nuovi al Governo. La cosa però non rappresenterebbe un problema per D’Alema il quale sostiene che “se nella passata legislazione ci sono stati dei ministri che hanno fatto bene il loro lavoro, è giusto che continuino ad operare. Io per primo, credo di essere stato un buon Ministro degli Esteri”.

Non sono mancati attacchi all’attuale capo dell’opposizione. “E’ un caso unico nella storia italiana che una persona si candidi per cinque legislature consecutive – ha ironizzato, ma non troppo, D’Alema – Berlusconi è stato senza dubbio un innovatore, ma ormai il suo tempo volge al termine. Veltroni ha vent’anni di meno”.
Inoltre, alla luce delle dichiarazioni circa “i voti inutili ai partiti minori” di matrice decisamente antidemocratica e anticostituzionale, ha aggiunto che “Chi parla in questo modo prima di tutto non ha rispetto per la Democrazia, ma ha anche una gran paura di perdere”.

Per concludere, D’Alema ha pubblicamente espresso la propria solidarietà verso il calciatore Francesco Totti, capitano della Roma, il quale è stato criticato da Berlusconi in virtù della sua dichiarazione circa le proprie scelte politiche.

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Commenti

  • aziendabari (utente non verificato)

    Ma D’Alema non è il vice presidente del consiglio in carica?
    E non poteva farle tutte queste belle cose, anzi, ha ancora il tempo per farle finchè è in carica.
    Si affretti.

  • daniel56 (utente non verificato)

    Caro AZ, certo che insisti… ti 6 dimenticato che il parlamento è sciolto ? Lascia almeno il beneficio del dubbio a D’Alema : se il governo non fosse stato mastellato anzitempo ed il programma non attuato avresti ragione, ma come si sa la storia non si fa con i se…suvvia la campana elettoralè finita, ormai questo si può fare !