Droga: arrestato pusher minorenne a Poggiofranco
L’arresto ad opera del nucleo antidroga della Questura di Bari agli ordini di Massimo Modeo
Diciassette anni, una vita apparentemente normale, genitori normali e uno zaino Invicta, grigio e con le scritte, come se ne vedono tanti in giro in spalla agli studenti baresi. Solo che al posto dei libri di scuola, per terminare al meglio il quinto anno e diplomarsi in materie artistiche, A.D. ci aveva messo la droga, nascondendolo a casa, a Poggiofranco, nell’armadio. La scoperta è stata fatta nel pomeriggio di ieri dalla sezione Antidroga della Polizia di Bari, dopo aver fermato, attorno alle 15 il ragazzo su viale Kennedy a bordo del suo Scarabeo mentre si dirigeva verso il centro città.
Addosso il ragazzo aveva 30 grammi di hashish in dosi, pronto per essere smerciato. Nella perquisizione della sua stanza invece gli agenti hanno trovato dei panetti più grandi, sequestrando in totale un chilo e 345 grammi di sostanza stupefacente, oltre ad un rolex finto. Gli agenti hanno dovuto chiamare dalla località di villeggiatura dove stavano trascorrendo le ferie i genitori del minore, apparsi addolorati e increduli delle azioni del figlio: A.D. invece era pienamente cosciente di essere uno spacciatore. A suo carico l’accusa è di detenzione ai fini di spaccio: il ragazzo era incensurato e ora è rinchiuso nel Fornelli di Bari.
Questo nuovo arresto nella cosiddetta Bari Bene, tra i condomini lussuosi di Poggiofranco e i luoghi di incontro dei giovani ai piedi degli alberghi cittadini più costosi conferma che il quartiere è un supermercato della droga a tutti i livelli. Non c’è solo hashish e marijuana tra via Lucarelli e via Camillo Rosalba ma anche tantissima cocaina. Poi sta prendendo piede un nuovo tipo di cooptazione da parte dei clan impegnati nello spaccio di droga: non solo i figli dei boss in tenera età o i ragazzi che al san Paolo o a Enziteto devono portare il pane a casa sono coinvolti nelle attività di spaccio. Tanti studenti sono agganciati dagli Strisciuglio, dai Diomede, dai Di Cosola per un ingaggio da spacciatore: l’obiettivo è entrare direttamente nelle scuole, nei corridoi delle facoltà universitarie, senza dare tanto nell’occhio e penetrare un mercato sicuro. E così al posto dei libri la droga assicura il lavoro.
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