Petruzzelli: parola a Simeone

Riceviamo e pubblichiamo

Di Cagno Abbrescia replica a Dario Ginefra: ecco la sua ricostruzione dei fatti

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Cara Fortunata,
permettimi di replicare al collega Dario Ginefra in merito alla “pigrizia”, sostiene quest’ultimo, che avrebbe caratterizzato la mia persona con riferimento alla oramai nota vicenda della ricostruzione del teatro Petruzzelli. Sarebbe opportuno ripercorrere le tappe, politiche, giudiziarie ed amministrative, certamente lunghe che hanno contrassegnato i tempi della ricostruzione del nostro amato teatro e pertanto occorrerebbe uno spazio più ampio di quello che con questa mia lettera, Ti chiedo concedermi.
Tuttavia ricordo all’esponente del partito democratico, che fu proprio il sottoscritto, in data 21 novembre 2002, presso il Ministero dei beni e attività culturali, ad essere stato il promotore, nonché principale sostenitore del Protocollo d’intesa tra gli enti territoriali rappresentati dalla Regione Puglia, dalla Provincia e dal Comune di Bari, che all’epoca avevo l’onore di rappresentare e la famiglia proprietaria del Teatro Petruzzelli di Bari, distrutto dall’incendio doloso avvenuto nell’ottobre del 1991.
Aggiungo che detto Protocollo fu approvato unanimemente dal Consiglio Comunale di allora.
In forza di questo documento, gli enti pubblici territoriali suddetti si obbligavano, tramite la Fondazione del teatro, a ricostruire e consegnare entro quattro anni il teatro funzionante, per poi acquisirlo in uso quarantennale verso la corresponsione alla famiglia proprietaria di un canone di 500 milioni di lire, oltre agli aggiornamenti.
La famiglia proprietaria, poco tempo dopo, in esecuzione del protocollo di intesa, consegnò quanto stabilito alla sovrintendenza e gli organi competenti degli enti territoriali e la Regione Puglia, la Provincia e il Comune, e furono emesse le ratifiche e le approvazioni previste, sempre in conformità agli accordi.
Aggiungo, tra l’altro che la via del protocollo d’intesa fu scelta proprio per evitare cause decennali.

Tutto, in altri termini, filava liscio in base agli accordi sanciti nel protocollo di intesa già menzionato, che aveva consentito il pacifico avvio del primo appalto dei lavori parziali, destinato alla bonifica e al consolidamento del sottosuolo, nonché al restauro del foyer e alla predisposizione dell’impiantistica. Nel frattempo, la fondazione deputata a gestire la ricostruzione e la successiva gestione del teatro fu istituita con la legge n. 310 del 2003 ed entrava a far parte, quale quattordicesima unità, del ristretto novero delle fondazioni lirico-sinfoniche nazionali, già enti lirici. Ricostruito il foyer, gli enti pubblici territoriali, e segnatamente il Comune di Bari, omettevano di attivarsi e di attivare la fondazione per la rapida prosecuzione e il rapido completamento dei lavori, con la motivazione che occorreva sottoporre a verifica il progetto redatto dalla sovrintendenza, pur contrattualmente approvato, e che per il completamento occorrevano più fondi di quelli previsti.

Ed a proposito della Fondazione, la sua costituzione che rappresenta la quattordicesima, ha costituito e costituisce il vero “evento per Bari.
Passavano quasi due anni di totale fermo dei lavori e in alcuni casi gli enti pubblici si astenevano perfino dal riversare alla fondazione i contributi cui erano obbligati e che avevano già deliberato. Il tutto perché una sorta di pleonastica commissione ispettiva stabilisse, come difatti stabiliva, che il progetto andava bene, salvo piccoli ritocchi, del resto possibilissimi anche in corso d’opera, senza necessità di fermare i lavori.
Un mese e mezzo prima dello scoccare della scadenza quadriennale di ultimazione dei lavori, sanzionata con apposita indennità, il Governo, come è noto emanò, sebbene la ricostruzione del teatro era ben lontana dall’essere completata, un decreto-legge di urgenza, ex articolo 77 della Costituzione, con cui disponeva il trasferimento coattivo del Teatro Petruzzelli al Comune di Bari, senza che ne sapesse assolutamente nulla, ne tantomeno i proprietari, verso un indennizzo da versarsi con una determinazione del prefetto di Bari, da parte del Comune medesimo, in favore dei proprietari espropriati. L’esproprio era motivato dall’enunciazione della celere ripresa delle attività culturali del Petruzzelli, glissando sulla circostanza che detta ripresa era stata impedita proprio dall’inadempimento degli enti pubblici territoriali e dalla fondazione rispetto al proprio programma di ricostruzione.
Ma sappiamo tutti come è andata a finire, ovvero la Consulta ha sancito l’illegittimità dell’esproprio, inevitabilmente esponendo l’ente locale ad aver acceso dei mutui, pagato interessi, attivato procedure economiche e amministrative, che rischiano di ritorcersi su esso stesso e, quindi, sulla cittadinanza.
Orbene se come è stato affermato in più occasioni anche attraverso il tuo sito web, che il Governo Berlusconi ed il sottoscritto, sono i responsabili della mancata riapertura del teatro e che sia un’iniziativa premeditata soltanto per intralciare un sindaco di centrosinistra, tutto ciò lo ritengo veramente assurdo e da sconsiderati.

E non c’è nessuno, che può permettersi iniziative contro il rispetto della legge e delle istituzioni, neanche un magistrato, ancor più un magistrato-sindaco che deve rispettare la legge ed anzi ha l’obbligo di dire ai cittadini la verità !
Anche in una mia interpellanza presentata e discussa nel giungo del 2007 e quindi in tempi non sospetti, avevo premesso dicendo che il centrodestra ed i parlamentari baresi, non sono mai stati assolutamente contrari alla riapertura teatro, ne tantomeno hanno tentato di ostacolare la conclusione dei lavori della struttura! Ma certamente che il sindaco della nostra città si ostini a voler riaprire in qualsiasi maniera, un teatro distrutto da un incendio, in assenza di un collaudo definitivo, certificato di prevenzione incendi, parere di agibilità della commissione di vigilanza sul pubblico spettacolo ed in assenza di certezze giuridiche, sulla futura gestione, mi sembra francamente insensato ed irragionevole.
Ricordo inoltre che sono trascorsi circa due anni tra il periodo intercorso tra il Protocollo d’intesa fino all’esproprio voluto da Emiliano e Rutelli; in tale lasso di tempo i lavori della ricostruzione potevano concludersi certamente prima, ma invece sappiamo come è andata !
Ed ora, con questa accelerazione per la conclusione dei lavori che certamente perlomeno desta qualche rispettabile perplessità, senza che tra l’altro possano consentire l’inizio dell’attività teatrale in assenza delle dovute autorizzazioni, solo per celebrare la riapertura in prossimo 6 dicembre… data importante in quanto ricorre la festa di San Nicola, nostro amato e venerato patrono cittadino, ma abbinarla con la riapertura del teatro soltanto per una puntigliosa volontà… ed utilizzando a fini propagandistici anche la Santa effige !
Concludo cara Fortunata, rispondendo a Dario Ginefra, il quale afferma che attraverso un’iniziativa bipartisan si sarebbe potuta riprendere la strada dell’esproprio che la Corte Costituzionale ha dichiarato inammissibile. E che tutto ciò non sia avvenuto per l’inerzia da parte del sottoscritto.
Invito il collega a documentarsi meglio prima di accusare il sottoscritto, esortandolo a leggersi il dispositivo stabilito dalla Consulta che ha chiaramente riportato: “la ripresa dell’attività culturale non appare collegata, alla titolarità dei beni immobili utilizzati per lo svolgimento delle attività teatrali e quindi all’esigenza di convertire in proprietà pubblica quelli dei privati”. Pertanto riprendere a discutere di esproprio mi sembra inutile e serve soltanto ad alimentare una polemica certamente sterile.
Non mi stancherò di ricordare che il Protocollo d’intesa firmato nel 2002, se fosse stato rispettato dagli enti locali, avrebbe restituito il teatro alla città nel 2006, senza che quell’accordo fosse stato in alcuna maniera messo in discussione da parte degli eredi, ed è proprio sulla base di quell’intesa che nei prossimi mesi finalmente il teatro riaprirà, nel rispetto dei comportamenti istituzionali ricordati dal Ministro Bondi al sindaco di Bari, in sintonia con la legittimità tecnica, amministrativa e giuridica seguita dal Governo.

Simeone di Cagno Abbrescia
Deputato Pdl – candidato Sindaco città di Bari

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Commenti

  • therussian (utente non verificato)

    ora, in tv su rai2 la replica del programma di Minoli sul Petruzzelli. invito tutti a vederlo x capire e non dimenticare

  • liberalamente (utente non verificato)

    Caro Simeone un consiglio: prima di prendere carta e penna rileggi la tua storia da Sindaco di Bari e conta fino a 10.000,eviteresti di fare cattive figura perchè noi la memoria storica l’abbiamo e se hai coraggio affronta un dibattito democratico…eppoi non sapevo anche di tuo figlio tuo portaborse:quanto guadagna al mese? Ha ragione il Presidente Napolitano quando richiama la politica all’etica:il guaio è che non sei solo…

  • obrajan (utente non verificato)

    ma che ne sa di cagno di collettività? se ne accorgerà solo alle elezioni di cos’è la collettività…

  • briscola (utente non verificato)

    Che faccia tosta ha quest’individuo.
    Ha pure il coraggio di venire a scrivere di quel protocollo scellereto sottoscritto da lui che rappresentava gli Enti locali e la famiglia propretaria? Cioè di ricostruire con i soldi della collettività il teatro,pagare alla famiglia un canone per 40 anni e dopo ridarlo alla stessa?
    Ma questo o è matto oppure della comunità non sene frega niente.

  • gelormini (utente non verificato)

    Il Teatro è pronto ed è al momento il più sicuro del mondo. Affogarne lo slancio vitale, insito in ogni nascituro, sarebbe imperdonabile. Sbagliare è umano, ma perseverare sa di diabolico. La vicinanza del Teatro al Palazzo dell’Acquedotto Pugliese fa del Petruzzelli un bene comune come l’acqua. Pertanto: “Fruirne è un diritto. Sprecarlo (tenendolo chiuso) è un delitto!”

    Antonio V. Gelormini

  • gelormini (utente non verificato)

    Discutere di esproprio o come richiesto nella “class action”, avviata da alcuni cittadini baresi, della decadenza del titolo di proprietà degli eredi, si fonda un fatto grande quanto il macigno del monte Ararat: oltre 53milioni di euro sborsati dai cittadini e non dagli eredi. Ci andrei cauto a rivendicare tale “opera d’arte”, che prevede anche il corollario di un canone annuo di 500.000,00 euro rivalutabili per 40anni, senza alcuna risoluzione finale e sempre a carico delle tasche dei cittadini

  • gelormini (utente non verificato)

    Replico come cittadino, contribuente e di persona sensibile a storia e produzioni del Petruzzelli
    E’ lo stesso Di Cagno Abbrescia a ricordarlo, citando la Consulta: “la ripresa dell’attività culturale non appare collegata, alla titolarità dei beni immobili utilizzati per lo svolgimento delle attività teatrali…”. Quindi, bando alle puntigliosità ministeriali, il teatro poteva riaprire il 6 dic. Come fu fatto, in condizioni molto più approssimative della realtà barese, con la Fenice di Venezia.

  • RichardJ (utente non verificato)

    ElleKappa, come si può evincere dai miei post personalmente cerco di essere meno ‘strutturato’ possibile, ma penso che le cose buone siano antitetiche a quelle di facciata. o sono una o l’altra.

  • forzanapoli (utente non verificato)

    ma,dott.di cagno ma lei da imprenditore ,non dovrebbe arrabbiarsi visto che ad un privato (su suolo pubblico)gli è stato ricostruito un teatro(azienda)con fondi pubblici e in più dobbiamo anche pagare una royalty di 500 mila euro/anno .Ma in quale nazione ad un privato viene escluso dal rischio d’impresa?Sarebbe come distruggere il suo Palace e ricostruirlo con i soldi del comune… cordialmente un contribuente (senza impresa)

  • ElleKappa (utente non verificato)

    Preferisco non demonizzare nessuno. Di Cagno ha fatto alcune cose buone (sia pure di facciata) a Bari, ma sul Petruzzelli (come per Poma e amianto) stenderei un velo pietoso.

    A me sembra che l’on.le Ginefra abbia totalmente ragione.

  • fortunata (utente non verificato)

    Siamo a completa disposizione della verità e della città, Onorevole Ginefra. Credo che se ne possa parlare subito dopo l’8 Dicembre, potremmo organizzarlo in Sala Consiliare del Comune di Bari. Avrete presto nostre notizie

  • Ginefra (utente non verificato)

    Cara Fortunata,
    perchè la testata giornalistica da te diretta non promuove un incontro pubblico che parta dall’argomentata difesa del candidato Sindaco, l’on. Di Cagno Abbrescia (così si firma dichiarando il suo particolare stato d’animo!)? Ti rassegno già la mia disponibilità. Sarei curioso di ascoltare dall’ex Sindaco di Bari cosa egli abbia fatto sino a 2002 e soprattutto cosa oggi, da esponente della maggioranza di governo, stia facendo per accelerare la riapertura del Teatro. Dario Ginefra

  • therussian (utente non verificato)

    bravo nikiru che ricordi le date.Ora SdCA ha la faccia tosta di venire a raccontare, dopo 9 anni di sua sindacatura in cui nulla ha fatto x Petruzzelli, P. Perotti, bonifica Fibronit, etc..la sua versione? e che dice Simeone sul fatto che suo figlio Andrea prende i soldi destinati dalla Camera ai deputati per gli assistenti? ma x piacere…

  • nikiru (utente non verificato)

    Ma sto protocollo firmato a novembre 2002 come mai fino a giugno 2004 in cui lui era ancora sindaco al petruzzelli non si è fatto niente per la ricostruzione? quando sarebbero iniziati i lavori?

  • gigin (utente non verificato)

    bravo simeone !! Ancora una volta la presunzione della sinistra è stata smascherata dall’andamento dei fatti!! Emiliano vai a casa Bari non ti vuole!!