Addio Peppino, poeta “maledetto”

Michele Falcone
1 3 commenti

Vogliamo ricordarcelo così Peppino Schito col suo inseparabile panama bianco in testa la sua sahariana e pantaloni di lino chiari. Il suo stile inconfondibile non passava inosservato per le vie della sua Bari. Ci ha lasciati in silenzio, proprio il giorno di chiusura dell’ItaliaFilmFest, e noi vogliamo ricordarlo non in un triste ospizio, dove da qualche anno viveva dimenticato da quasi tutti, ma tra noi, a passaggio per le vie di Bari con un testo o una sceneggiatura sotto braccio in attesa di essere realizzata.

Era nato a Cursi in provincia di Lecce nel 1934, fondatore del giornale “La Ribalta”, si occupa di fotografia collaborando con lo studio di Mimmo Castellano, successivamente si interessa di pubblicità e di pubbliche relazioni. La passione per l’immagine lo porta a cimentarsi nel documentario realizzando due bei racconti per immagine: Murgia e La Puglia di Virgilio ispirato ad un‘opera di Tommaso Fiore con la voce narrante del suo amico Riccardo Cucciolla.

Quest’ultimo documentario gli da l’idea per realizzare il suo unico film (uno dei pochi dedicati al terrorismo), Il ragazzo di Ebalus. Il film vinse nel 1984 il Leone d’oro a Venezia come miglior film cooperativo. In quel film ambientato durante gli anni di piombo un giovane terrorista braccato dalla polizia si rifugia presso un contadino in un casolare della campagna pugliese ed incontra una giovane professoressa.

Il film è un apologo su un periodo che fu uno dei più drammatici della nostra storia. A suo modo si tratta di un film sul terrorismo, descritto nella sua tragica realtà.Nel cast oltre a Riccardo Cucciola, nel ruolo del vecchio contadino, qui in una delle sue migliori interpretazioni, un giovanissimo Saverio Marconi e Teresa Ann Savoy. Il film fu giudicato alla sua uscita asfittico, velleitario ingarbugliato, ma rivedendolo oggi bisogna dare atto al nostro amato Peppino che il suo cinema era un cinema nobile, lui era un artista “maledetto”, la sua ricchezza e la sua sapienza interiore oggi lo avrebbero portato lontano, lontano da questa città che forse non lo ha mai amato abbastanza, e che ora si sente sempre più sola.

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Commenti

  • solosole (utente non verificato)

    Mi inchino alla memoria di Peppino un grande,umile vecchio amico.Nel momento del “bisogno” quando tutti o quasi tutti facevano spalucce (non ha chiacchiere ) lo sempre aiutato e sostenuto al punto che quando seppi dove era andato a finire, gli offrii subito,insistentemente,senza esitazione di venire ad vivere a CASA MIA.Ma lui mi disse “non preoccuparti sto bene lì”

  • solosole (utente non verificato)

    Per la cronaca e non solo per la cronaca,va anche gridato che  Peppino  nel momento del “BISOGNO ” trovò una persona,politicamente lontana da lui anni luce, che ebbe la sensibilità di dargli una mano,lo accolse a Telebari e avvio la pratica per fargli avere una pensione,quell’ uomo si chiamava PINUCCIO TATARELLA.Meditate,politicichiaccara a quattro dei giorni nostri.

  • 00black (utente non verificato)

    Ciao Maestro, grazie per aver incrociato la mia strada per qualche anno, grazie per avermi insegnato e per avermi spronato a studiare ancora da grande, grazie per avermi insegnato molto e non aver mai voluto nulla in cambio.
    GRAZIE!!!!!
    franco