Ancora primi

Terzo pareggio di fila per i galletti che però conservano il primato al “Picchi”
Un trittico nel segno dell’X. Antonio Conte si veste da Sinisa Mihajlovic e pareggia tre incontri in altrettante gare. La solita storia del bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto, a seconda di come lo si voglia vedere. Per fugare ogni dubbio, basti dire che il Bari è ancora lì primo, seppur a braccetto con lo stesso Livorno. Hanno recuperato punti Parma e Brescia, rispettivamente ora a due e tre lunghezze, questo sì, ma è l’unico vero dato negativo. Per il resto i galletti sono usciti a testa alta dall’”Armando Picchi”, portandosi addirittura in vantaggio e rischiando più volte il raddoppio dopo il pareggio di Rossini.
Non siamo d’accordo con Antonio Conte stavolta. Il pari è il risultato più giusto per i valori espressi in campo. Tutte e due le squadre pagavano le assenze dei valori aggiunti Barreto e Diamanti. Ciononostante si sono affrontate a testa alta, dividendosi la posta e alla fine non facendosi del male, ma solo dopo una strenua battaglia che avrebbe potuto premiare entrambe, se la traversa di Tavano fosse finita dentro, o se De Lucia (un muro ieri) non si fosse superato sulla conclusione di Rivas nella ripresa.
Da registrare nel Bari la prima rete per Stefano Guberti, decisivo come contro il Vicenza, se non di più, abilissimo nel passare in occasione del goal dietro a Rosi, a ubriacarlo con un dribbling e a infilzare con un tiro a rientrare di prim’ordine De Lucia. Gran parte del merito va però dato anche a Mariano Martin Donda, delizioso nell’assist e ripetutosi poi nella ripresa, quando ha innescato di esterno destro il connazionale Rivas, fermato solo dalla bravura di De Lucia.
E’ stato un Bari generoso, limitato dall’assenza di Vitor Barreto e con un Lanzafame ancora a regime ridotto, che ha vissuto della verve del suo quartetto offensivo, ma che dietro ha pagato dazio alle troppe disattenzioni difensive. Quelle di Parisi per esempio, che nei cinque minuti finali del primo tempo, ha concesso troppo spazio a Rosi per crossare; quelle del duo Esposito e Stellini, anticipati al 39’, sulla traversa di quest’ultimo, da un piccoletto come Tavano; e quella di Andrea Masiello, imperdonabile per come, nell’azione che ha portato al pareggio di Rossini, si è dimenticato del panzer amaranto, permettendogli di colpire indisturbato di testa. Meccanismi difensivi da oliare, le cui sbavature si sono evidenziate anche al 39’ della ripresa, sul “taglio” di Pulzetti che poteva condannare ad un mesto ritorno a casa. A voler trovare un neo è stata la retroguardia il nemico più pericoloso. Questo non sminuisce però la grande prova di carattere di una squadra che ha interpretato la gara con coraggio sino all’ultimo e che ha tentato di farla sua nelle sortite offensive create ancora con Guberti e Caputo. I cambi di Kutuzov e Kamata non hanno modificato l’andamento di un match, che, con lo scorrere dei minuti, si è sempre più incanalato verso il risultato di parità.
Antonio Conte ha rimarcato nel post-partita come i suoi uomini forse avrebbero meritato qualcosa in più. Per l’impegno sicuramente, nel computo delle occasioni forse un po’ meno. Ben venga comunque questo pareggio che allunga a nove la striscia positiva biancorossa e che fa vedere con ottimismo all’immediato futuro. Il Livorno in casa non subiva una rete da una eternità e ha trovato al suo cospetto un avversario in grado di insidiarlo sino all’ultimo. Questo è forse il vero messaggio che l’”Armando Picchi” ha portato in dote: battere questo Bari da qui alla fine non sarà facile per nessuno. E con il ritorno di Barreto (si continua a non vincere senza di lui) si potrà fare ancora meglio.
Commenti
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“Donda 7: che lancio per Guberti”. Peccato che il lancio sia opera dei piedi da boscaiolo di Gazzi. E’ proprio vero che non ci sono più certezze…
Ad ogni modo, ieri abbiamo assistito alla miglior prestazione dei centrali biancorossi dall’inizio del campionato, anche in relazione allo spessore degli avversari (Loviso, Pulzetti e Bergvold, mica cotica).
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Gandalf, durante la partita più attenzioni e meno Peroni!!! Il lancio era di Donda. Forza Bari.
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In tanti hanno sbagliato su autorevoli giornali, dicendo Gazzi. Uno dei pochi che ha visto giusto viene criticato. Non ha senso
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La mia critica era scherzosa. Però confermo che il lancio era di Gazzi. Venerdì sera ho rivisto il gol in tutte le maniere per capire di chi fosse il lancio, finché una inquadratura ravvicinata non ha risolto il problema: si vede il faccione di Gazzi per una frazione di secondo. Per non parlare del fatto che il lancio è operato con il sinistro, il piede di Gazzi. Donda è destro. Insomma, come ha detto uno che conosco, u’ russ’ è mondad’ l’ pite nev’ cuss’ann!






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