La Chiesa Russa ritrova il suo passato

Antonella Ardito

Fautori vecchi e nuovi del passaggio di proprietà inseme nel nome di san Nicola

0 1 commento

Sala stampa stracolma (300 circa i soli giornalisti italiani accreditati), arrivo dei vip in minibus Mercedes e rappresentanze bipartisan del gotha della politica pugliese. Questi alcuni tratti salienti della cerimonia del definitivo trasferimento della Chiesa Russa di Bari al patriarcato di Mosca. Michele Emiliano con Giorgio Napolitano e la signora Clio hanno raggiunto il complesso di corso Benedetto Croce alle 15.55. Poco dopo è giunto il corteo presidenziale russo, con la signora Svetlana, moglie di Dmitrij Anatol’evič Medvedev vestita di nero ma con il capo coperto da uno scialle grigio-argento. Nella sala nicolaiana ad attendere l’arrivo dei capi di stato il ministro degli esteri Franco Frattini con Simeone Di Cagno Abbrescia, Nicola Latorre e Massimo D’Alema. La semplice cerimonia di consegna della chiave argentea che sancisce un passaggio di consegne atteso da tempo dalle autorità russe della Chiesa e dei locali annessi è stata molto semplice. Quattro discorsi si sono alternati: prima quello del Sindaco di Bari Michele Emiliano, poi le parole del Ministro Frattini e a seguire i reciproci auguri per l’inizio di un rinnovato spirito di collaborazione tra Italia e Russia.
“La Felice Bari vi da il benvenuto, questa è la storica riconsegna della Chiesa Russa – ha esordito il primo cittadino – perchè consegniamo alla storia i sentimenti di fratellanza e amicizia nel nome di san Nicola. Le sue reliquie custodite con amorevole discrezione hanno reso Bari un luogo di pellegrinaggio privilegiato”. Il pensiero del Sindaco è sempre puntato verso una Bari come rinnovata Porta D’Oriente: “Oggi le nostre intese divengono il perno della visione che tutti i baresi perseguiranno in futuro, saranno la misura della nostra religiosità, ma anche della voglia di progettare assieme alla Federazione Russa il nostro futuro.
Non solo retoriche e benevole intenzioni, ma ferme determinazioni dettate dall’amore, dal rispetto e dalla fiducia nei nostri fratelli russi”.
Sugli stessi toni il breve discorso di Franco Frattini, che ha sottolineato come i rapporti tra i due paesi siano buoni, anche alla luce dello scorso vertice tra Russia e Italia, tenutosi a novembre 2008: “Gli edifici religiosi oltre ad essere luoghi di culto sono un simbolo per la tolleranza e la pace. La chiesa che oggi viene donata alla federazione russa ha svolto questo ruolo in maniera emblematica: cattolici e ortodossi si sono ritrovati nel segno di san Nicola, pronti ad accrescere la conoscenza reciproca. San Nicola incarna il rapporto tra Oriente e Occidente e tutti noi abbiamo accolto il desiderio della Federazione Russa di riavere la chiesa. Oggi concludiamo un percorso di antica e consolidata amicizia: il mio ringraziamento convinto alla città di Bari e alla sua cittadinanza. Questa cerimonia era stata rinviata a causa della scomparsa di Alessio II, oggi la restituzione della Chiesa ci permette anche di ricordare questa straordinaria figura del mondo ortodosso e cristiano”. Una piccola riflessione sulla necessità della pace invece è quella che ha voluto donare Giorgio Napolitano nel suo discorso: “Questa è una chiave simbolica, e questa è una chiesa di grande suggestione che oggi è trasferita a voi ed è affidata alle cure del Patriarcato di Mosca. E’ il simbolo dell”amicizia tra i paesi , è il simbolo del dialogo, e del più generale impegno comune a rafforzare la cultura della pace, della comprensione reciproca e dell’avvicinamento tra le culture. Impegno che costituisce la migliore risposta ai fenomeni di intolleranza che negano o minacciano conquiste essenziali per una società civile”.

Da un sudaticcio Medvedev la bella chiave aregentea è passata subito a padre Vladimir Kuchumov, mentre il presidente russo ha voluto ringraziare il governo italiano per aver esaudito questo antico desiderio del popolo russo e la Città di Bari che ha “tutelato il complesso in questi anni. Questo è un monumento della nostra cultura e voglio ringraziare i due patriarchi (Alessio II e Kyrill ndr) che hanno creduto in questo. Nel 2017 festeggeremo insieme i 100 anni della Chiesa Russa, e li festeggeremo insieme nel rispetto reciproco – ha concluso Medvedev-.Questo centro per la ortodossia permetterà ai pellegrini di arrivare più facilmente a venerare le reliquie di san Nicola, santo per il quale si continuano a costruire chiese in Russia. Il 2011 invece sarà l’anno della lingua italiana in Russia e abbiamo già intavolato le discussioni per promuovere questo tipo di reciproca conoscenza”. Dopo i discorsi i duepresidenti hanno ascoltato i messaggi di Benedetto XVI e del Pope Kirill portati a Bari dal cardinale Salvatore De Giorgi e dal capo del dipartimento per le relazioni ecclesiastiche del patriarcato di mosca, Eccellenza Mark. Poi un bacio all’icona di san Nicola per Medvedev, l’accensione di una candela e alle 17.07 il corteo presidenziale ha lasicato la Chiesa Russa per dirigersi verso la Basilica di san Nicola, nuovo grande e possibile centro di un rinnovato dialogo ecumenico tra cattolici e ortodossi.

avatar

Commenti

  • pierlar (utente non verificato)

    Noi vogliamo il papa del anno 2011 a Bari con li pesidente Rusia per celbrare in questo evento in città di Bari.