Università, a Bari si torna in piazza

Studenti in assemblea
La manifestazione è promossa dalla FLC CGIL con il sostegno dell’Unione degli Universitari
Assemblee gremite, dibattiti partecipati, manifestazioni per le strade della città, sit-in, lezioni in piazza, lunghi e frequenti cortei per tutto l’autunno caldo del 2008. L’Onda anti Gelmini-Tremonti ha trovato a Bari un grande fermento alla fine dell’anno scorso, salvo arrestarsi per l’arrivo delle elezioni universitarie di dicembre. Ora però l’opposizione contro gli attacchi del Governo alla formazione pubblica pare poter riprendere.
È indetta per domani, con concentramento in piazza Umberto alle 9,30, una manifestazione promossa dala FLC CGIL insieme all’Unione degli Universitari per rivendicare i diritti degli studenti sempre più a rischio.
Gli ingenti tagli denunciati dal movimento Stop 133 (1 miliardo e mezzo in cinque anni) sono rientrati in un’irrisoria percentuale (circa 200 milioni) con il decreto legge 180, così come i blocchi del turn-over che bloccano di fatto la possibilità di ricercatori e dottorandi di continuare il loro lavoro. La situazione rimane oggi drammatica per gli atenei d’Italia e le conseguenze anche su quello barese non stanno tardando a farsi sentire.
È notizia delle ultime sedute di consiglio di amministrazione di grandi ridimensionamenti e forte riduzione dei bandi per il part-time degli studenti, con evidenti conseguenze sull’apertura di biblioteche e uffici pubblici, sottraendo ulteriore qualità ai già deficitari servizi per gli immatricolati. Contenimenti di spesa obbligatori, si legge nei verbali e nelle dichiarazioni dei rappresentanti, per accedere a criteri restrittivi fissati dal Ministero dell’Istruzione e da quello dell’Economia che limitino le riduzioni al fondo ordinario e permettano un ricambio di docenti e personale pubblico.
«Tutto ciò che ci ha spinto a scendere in piazza questo autunno è ancora lì. – ci dice il senatore accademico dell’Udu Claudio Riccio – L’attacco frontale a scuola e università, la crisi economica e democratica. C’è una generazione, la nostra che non può che lottare per riappropriarsi del proprio futuro, oggi fatto di crisi e di precarietà.»
Novità funeste per la democrazia interna del governo degli atenei, inoltre, paiono profilarsi in queste ore. Ancora Riccio «Per quanto riguarda l’ambito esclusivamente universitario pessime notizie arrivano dal Parlamento: è stato presentato un disegno di legge che riforma la governance nelle universìtà (ddl Valditara 18 febbraio 2009). Il progetto punta a indebolire la rappresentanza studentesca e introdurre nei cda degli ateni italiani una forte componente esterna proveniente dal mondo imprenditoriale e finanziario»
Il lavoro ai fianchi dell’istruzione pubblica, per azzerarne la qualità, renderla inaccessibile per i non abbienti e spianare la strada ai privati continua imperterrito. Anche i colpi dritti in faccia non mancano, ma gli studenti vogliono farsi trovare pronti. Una nuova stagione di lotta politica, di opposizione e di proposta alternativa può ripartire proprio da domani.
Commenti
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Quando i giovani combattono a favore delle tesi dei “baroni” c’è qualcosa di sbagliato…
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“…L’Onda anti Gelmini-Tremonti ha trovato a Bari un grande fermento alla fine dell’anno scorso, salvo arrestarsi per l’arrivo delle elezioni universitarie di dicembre…” E PER LE SETTIMANE BIANCHE DI NOI FIGLI DI PAPA’… “Ora però l’opposizione contro gli attacchi del Governo alla formazione pubblica pare poter riprendere”…SALVO LA PAUSA DI PASQUA ALLE MALDIVE…
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pardon, il concentramento è in piazza del ferrarese.






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