Bari in Jazz: cinque anni tra presente e futuro
Godelli: “Esempio di contaminazione culturale da consolidare nel tempo”
‘Bari in Jazz’ compie cinque anni ma già si pensa al futuro. Alla vigilia di una nuova edizione, il pensiero di organizzazione e istituzioni è rivolto alle prossime e a garantire la continuità necessaria affinché la rassegna possa consolidarsi in maniera coerente e definitiva. Queste le speranze e preoccupazioni emerse durante la presentazione della quinta edizione del festival, in programma nella Città Vecchia dal 23 al 26 giugno.
“Essere arrivati al quinto anno – dice l’assessore regionale al Mediterraneo, Silvia Godelli – è un traguardo, significa che non è solo un esperimento ma una realtà duratura che può ancora migliorare. È una rassegna che le amministrazioni regionali, provinciali e comunali hanno visto nascere, crescere e radicarsi sul territorio di anno in anno e che, già oggi, può essere considerata un punto di riferimento. Il festival offre qualità e varietà di proposta, ribadendo il concetto di Bari città multiculturale. ‘Bari in Jazz’, oltre a rappresentare un pilastro della musica jazz pugliese, è un esempio di contaminazione culturale e innovazione di linguaggi. Il pericolo, adesso, è la discontinuità, se le amministrazioni che l’hanno sostenuta non dovessero essere confermate. Ciò che è stato costruito – conclude l’assessore – non deve essere messo in discussione o ridimensionato”.
Sulla stessa linea di pensiero anche gli assessori alla Cultura di Comune e Provincia, Nicola Laforgia e Fabio Losito. “Da cinque anni – sostiene il primo – Bari propone un programma estivo di assoluto rilievo, ricco di eventi che hanno cambiato il volto alla città. Tra questi, ‘Bari in Jazz’ è sicuramente il più importante”. Per Losito “è un valore aggiunto: sono poche le occasioni – osserva – che danno la possibilità di guardare le città con gli stessi occhi con cui la si può vedere durante questa manifestazione”.
Il festival, organizzato dall’associazione Abusuan, con Regione, Provincia e Comune di Bari, e Birra Peroni sponsor principale, ha per tema ‘Il sacro ed il profano’, “due direttrici – spiega il direttore artistico, Roberto Ottaviano – che si intersecheranno nei luoghi e nei progetti musicali dei musicisti in cartellone”. Numerosi gli ospiti, gruppi e solisti di caratura internazionale (si esibiranno tra il Castello e le chiese di Sant’Anna, Santa Chiara, San Giacomo e Santi Medici), tra questi spicca la presenza del clarinettista bulgaro Ivo Papasov, che proporrà un repertorio di brani originali e rielaborazioni di temi tradizionali bulgari, macedoni, greci, turchi e rom, interpretati con l’energia di una rock band e fondendo fraseggi jazzistici e ritmiche tipiche balcaniche.
Ogni sera, a partire dalle 22, in piazza Mercantile ‘Radio Bari in Jazz – Musica ed immagini sotto le stelle’.
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