Pd: Anna Finocchiaro, perchè no?

Le date sono state già fissate: 11 e 25 ottobre. Prima il congresso e dopo le primarie. Due passaggi importanti che definiranno una volta per tutte se il Partito democratico rappresenterà una esperienza politica duratura o un’altra destinata a scomparire tra le ceneri di un centrosinistra cronicamente diviso.
Un’opportunità quindi per decidere come rinserrare le fila e che tipo di proposte formulare per raccogliere le domande di un pezzo importante di Paese che crede possibile un’alternativa al berlusconismo imperante.
Per il momento, sulla “conquista” della segreteria del Pd sembra si sia prodotta solo una sfida tra Pierluigi Bersani e Dario Franceschini, con Ignazio Marino pronto a fare il terzo incomodo. Ma prima che tutto si risolva in una dialettica confinata nei piani alti di piazza Santi Apostoli, il Pd farebbe bene a guardare i limiti che finora hanno contraddistinto la mancata incisività del partito. Ciò che sembra mancare per iniziare una stagione fertile, è un progetto dal pensiero lungo, capace d’innervarsi in una visione del Paese e che sappia fornire risposte concrete ai problemi che affliggono gli italiani. Un partito che sappia parlare anche fuori dal proprio elettorato e che possa aprirsi al territorio.
Un’occasione che si offre al Pd, e che purtroppo sembra stia sfumando, è candidare una donna al ruolo di segretaria nazionale del partito. Non è semplicemente una questione di genere, ma di civiltà. Le recenti indagini della Procura di Bari sul reclutamento di escort nelle dimore del Presidente del Consiglio, stanno ulteriormente mortificando e offendendo il ruolo delle donne nella società. L’esito delle elezioni amministrative a Bari ha offerto uno scenario preoccupante, con una sola candidata donna eletta. Le logiche dei capobastone prevalgono su quelle del merito e della capacità. E così, almeno di non parlare di quote rose, lo scenario politico si priva dell’apporto intelligente, originale e utile di quelle donne che sono la spina dorsale del Paese e che questa politica fa finta di non vedere.
Candidare una donna alla guida del Pd significherebbe dare corpo ad un progetto che guarda lontano e che sia capace di ragionare in termini di futuro, non solo rispetto al prossimo appuntamento elettorale. Di donne valide nel Pd ce ne sono tante, si tratta di avere fiducia e d’investire su di loro. Una su tutte potrebbe essere Anna Finocchiaro. La sua passione per la politica, unita alla determinazione e al coraggio con cui ha saputo affrontare ogni tappa della sua vita lavorativa, ne fa una donna su cui puntare per avviare una nuova stagione.
Insomma, si tratta di capire se il prossimo congresso debba rappresentare un appuntamento importante per dare maggiore impulso ad un partito che vuole porsi come riferimento nell’alveo del centro sinistra o debba, piuttosto, proseguire in un cammino accidentato e sormontato da lacerazioni interne forti. Prima di ragionare su possibili alleanze, è importante chiarirsi le idee su che Italia si vuole costruire. Se invece si vorrà mirare solo sull’usato sicuro, e cioè sulle vecchie logiche di fedeltà ad uno o all’altro candidato, ciò che ne verrà fuori sarà solo uno sterile confronto tra chi sta con D’Alema e chi con Veltroni. Per non cadere in questo pericolo c’è bisogno di qualcosa di nuovo, che non scada nella ricerca del “nuovismo” fine a se stesso, ma che sappia tracciare linee d’orizzonte più ampie. Candidare na donna vorrebbe dire molto. Ad Anna Finocchiaro lanciamo una esortazione: pensaci!
Commenti
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Perchè no! Probabilmente Anna Finocchiaro metterebbe un po d’ordine in un partito che sin dalla sua nascita è orfano di un Leader di spessore.Il PD per crescere ed imporsi dovrebbe guardare meno al PDL e al suo Leader e più ai suoi programmi a tutt’oggi sconosciuti.
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Sarebbe molto opportuno, oltre che molto significativo, che una donna colta,ferrata nel campo giuridico, con notevole esperienza politica, molto concreta e precisa nelle sue affermazioni, e che crede molto in quello che fa ( e anche bella), si proponesse come candidata alla guida del nuovo PD. Ha tutte le carte per giocarsi questo ruolo, se lo volesse. Ma avrà il placet dell’Eminenza grigia, monsignor Dalema??
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Non mi sembra che alle ultime elezioni siciliane,quando si è proposta, abbia fatto la differenza,anzi il csx è andato ancora più sotto dei risultati della Borsellino.
Di contro è tornata subito a Roma a presidiare il proprio orticello. -
Ellemme, nelle elezioni siciliane chi era l’ avversario politico della Finocchiaro? Lo ricordi? In quella situazione la Fiocchiaro era perdente in partenza. Diciamo che da buon soldato obbedì agli ordini di partito!!
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@ellemme: nelle elezioni siciliane la Finocchiaro fu gettata dal partito come agnello sacrificale! Investire sulle donne non significa fare assumere loro incarichi che nessuno vuole e destinati alla sconfitta! Come dice una mia amica: “Per capire perchè ha vinto Lombardo bisogna conoscere la Sicilia”






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