Biolfish, premiato Emiliano Santeramo

La Redazione

Uno dei più geniali “terzo occhio” di Barilive.it premiato a Monopoli nel contest fotografico

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Promuovere la sostenibilità ambientale, dando valore alle buone pratiche produttive applicate dalle comunità di pescatori e agricoltori del Mediterraneo: è stato l’obiettivo di fondo del BiolFish, manifestazione internazionale incentrata sull’acquacoltura biologica e la pesca sostenibile, la cui seconda edizione si è tenuta a fine giugno a Monopoli. Tra produzione, mercato e collettività, una settimana di eventi che oltre ai momenti di studio ha visto alternarsi gastronomia, cultura, iniziative e premiazioni, in collegamento col Premio Biol – la kermesse mondiale di olivicoltura bio da cui il BiolFish è scaturito – all’insegna della valorizzazione del territorio e delle sue produzioni tipiche. Il tutto sotto lo slogan “La Terra sposa il Mare”. In questa seconda edizione il BiolFish ha seguito vari temi: dal nuovo regolamento Ue sull’acquacoltura biologica alla presentazione del primo standard italiano e del Mediterraneo per la pesca eco-sostenibile, dal Green Paper e
la riforma della politica comunitaria della pesca, fino all’agricivismo con i nuovi rapporti tra agricoltura e città. Il BiolFish ha ospitato la prima la prima consultazione nazionale sulla politica comunitaria della pesca legata al Green Paper, il libro verde del settore. Presentato ad aprile dalla Commissione europea,
il documento è nato per attivare una riflessione nei paesi comunitari per condividere e armonizzare le misure tese a garantire la sostenibilità e la sopravvivenza a lungo termine delle specie ittiche nei mari d’Europa. In merito la Commissione europea ha aperto la consultazione – che si chiuderà a dicembre – a pescatori,
operatori del settore, scienziati e società civile.
Circa l’acquacoltura, alla vigilia dell’approvazione comunitaria del nuovo regolamento di settore, dal BiolFish si è levata netta la posizione italiana: “Sventiamo il rischio che a Bruxelles sia snaturata l’acquacoltura bio”. Compatti, ministero, produttori, associazioni ed esperti, ai workshop monopolitani sul tema hanno lanciato un monito su quanto accaduto in sede comunitaria. A maggio il Comitato permanente per l’agricoltura bio avrebbe dovuto approvare il testo finale del regolamento di attuazione. Ma il testo presentato dalla Commissione è stato ritirato dal voto per la contrarietà delle delegazioni di Francia, Regno Unito, Olanda e Svezia, tese a un testo che rendesse l’acquacoltura bio di fatto molto vicina a quella convenzionale. Qualche esempio: l’estensione a ben dieci anni del periodo di transizione per adeguarsi al nuovo regolamento, il raddoppio delle densità di allevamento consentite (oltre 35 kg/mc), l’utilizzo di sistemi intensivi chiusi.
“Eppure il testo finale, che aveva accolto tutti i suggerimenti della delegazione italiana – commenta Pino Lembo, coordinatore del BiolFish e membro della delegazione italiana – rappresentava la miglior sintesi fra i vari orientamenti raccolti in un anno di lavoro”. Di qui l’esigenza di esprimere sostegno politico all’azionesvolta dalla commissione, affinché nella riunione del 29 e 30 giugno il testo al voto rispetti in toto i principi dell’agricoltura bio. Cosa poi effettivamente avvenuta, con grande soddisfazione italiana.
Quanto al nuovo disciplinare sulla pesca, varato da Icea – Istituto Certificazione etica e Ambientale con l’ausilio delle più importanti organizzazioni professionali e scientifiche del settore, riguarda non solo la pesca di altura ma anche quella costiera artigianale, che caratterizza la grande maggioranza della pesca nel Mediterraneo. Cardini dello standard, la grande attenzione al valore sociale del lavoro, alla salvaguardia dell’ambiente e alla sostenibilità di lungo termine delle catture di risorse ittiche. Già avanzate le prime richieste di certificazione da parte di cooperative di pesca artigianale, tra cui quelle della catanese Cooperativa del Golfo e di una cooperativa operante nell’Area Marina Protetta di Torre Guaceto.

Ma ad affiancare i momenti di studio, la kermesse non ha mai perso il taglio della festa di piazza, all’insegna dello slogan “La Terra sposa il Mare”. E dunque, per la giornata conclusiva, il ricco programma ha avuto il suo clou al Castello Carlo V con la cerimonia di premiazione Biolfish 2009 per le realtà del mondo
della pesca e dell’acquacoltura più attente ai temi del bio e della crescita ecosostenibilie: quest’anno il riconoscimento è andato all’associazione di pescatori di Torre Guaceto, per essere stata la prima a chiedere la nuova certificazione per la pesca ecosostenibile. Proclamati i vincitori del concorso fotografico BiolFish – il
barese Emiliano Santeramo per la sezione pesca e il monopolitano Edison Bellantuono per quella olivicola – e consegnati i principali premi Biol, proclamati ad aprile: dal vincitore assoluto, il sardo “Masoni Becciu”, al miglior olio biologico pugliese, il Dop “Sio Gargano” di Carpino
. Chiusurain Piazza Vittorio Emanuele II, con
l’atteso “Pesce in piazza”: grande frittura di pesce organizzata con la comunità dei pescatori locali seguita dal
concerto conclusivo dell’Orchestra di Fiati dell’Università di Bari – Harmonia.

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Commenti

  • Wulfgar (utente non verificato)

    E’ periodo di vittorie, per chi si chiama Emiliano 🙂
    Auguri al vincitore 🙂

  • Wulfgar (utente non verificato)

    E’ periodo di vittorie, per chi si chiama Emiliano 🙂
    Auguri al vincitore 🙂

  • berlin (utente non verificato)

    Grande Emiliano. Tanti auguri!!!!!!!!!!!

  • emimillo (utente non verificato)

    Vi ringrazio tutti di cuore. Speriamo ne arrivino altri di successi come questo. Un sentito ringraziamento a tutta la Redazione di Barilive.