Prostituzione, a San Giorgio fermate 20 ragazze

Antonio Scotti

Applicato il pacchetto sicurezza: una 25enne nigeriana denunciata di ingresso clandestino in Italia

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Retata anti-prostituzione sulla litoranea San Giorgio. A farla scattare sono stati i carabinieri del nucleo radiomobile e della compagnia Bari-Centro, che ieri sera hanno pattugliato l’intero tratto del lungomare a sud di Bari. L’operazione ha visto l’impiego di 2 elicotteri e 50 militari. I carabinieri hanno fermato 20 ragazze costrette a prostituirsi. La maggior parte proviene dall’est europeo e dalla Nigeria. Tutte sono state sottoposte alle procedure d’identificazione poichè prive dei documenti di riconoscimento.
Per una 25enne nigeriana è arrivata la denuncia di ingresso clandestino nel territorio nazionale, mentre per un’altra giovane ragazza di 22 anni è stato deciso di procedere all’espulsione.
In particolare, il servizio ha visto l’applicazione del “pacchetto sicurezza”, che per quanto riguarda l’immigrazione prevede il reato d’ ingresso e soggiorno illegale in Italia. La violazione di questa prescrizione prevede una sanzione compresa tra i 5mila e i 10mila euro ed il prolungamento da due a sei mesi del tempo massimo di permanenza nei centri d’espulsione.

Nel corso delle operazione sono state inoltre individuate tre ragazze rumene, proposte per l’allontanamento dal territorio nazionale così come per un’altra 36enne della Romania per cui è stata presentata una proposta di rimpatrio con foglio di via obbligatorio. Due prostitute fermate, invece, sono italiane. Si tratta di una napoletana 28enne e una foggiana 27enne a cui è stato prescritto il divieto di rientro a Bari.

Già nei mesi scorsi, a seguito di una ennesima denuncia lanciata dai residenti di San Giorgio, i carabinieri intervennero avviando un’operazione che portò al fermo di altre venti lucciole. Poco tempo dopo il lungomare San Giorgio è ritornato a ripopolarsi di prostitute che attirano, ad ogni ora del giorno, clienti che infastidiscono non poco la serenità dei residenti.

Nella maggior parte dei casi le ragazze provenienti dall’Africa e dall’est europeo sono costrette a prostituirsi per saldare un esoso debito nei confronti dei loro protettori. Questi le attirano in Italia promettendogli di liberarle dalla fame attraverso una occupazione sana e redditizia. Le ragazze sono quindi strette nella morsa dei loro padrini dovendo subire ogni genere di minaccia, finanche l’uccisione dei loro parenti se decidono di scappare.

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Commenti

  • lloped (utente non verificato)

    ma senza andare a s.giorgio x la città ci sono persone che agli angoli delle strade, ai semafori, fuori dai negozi e supermarket chiedono l’elemosina.
    si presume che siano immigrati clandestini…
    ma un controllo si potrebbe fare?
    allora è inutile fare una legge se chi dovrebbe controllare e far applicare la legge non provvede

  • LUREAL (utente non verificato)

    Bene ha detto lloped.Ma gli sfruttatori di donne,chiunque siano,vanno presi e trattati in modo che NON POSSANO FARLO PIU’.E’ facile,volendo,pizzicarli,basta seguire le prost.che devono essere giornalmente avvicinate dai papponi per la riscossione.Chi si vende sbaglia,ma se lo fa che vadano a lei i denari.Certi bastardi le ricattano,torturano,imbrogliano,minacciano i figli…questi miserabili bisognerebbe fucilarli,subito.LUREAL

  • Arijuna (utente non verificato)

    Il fenomeno dello sfruttamento è assolutamente identico anche per l’accattonaggio. Prostituzione, accattonaggio, lavoro nero sono tutte forme di nuovo schiavismo legalizzato da una legge ipocrita ed inutile, la bossi-fini, che da un verso mostra i muscoli dell’intolleranza e da un altro soddisfa le esigenze della enorme massa di speculatori e sfruttatori fra i quali vanno inseriti i signori “clienti”. Vivo a San Giorgio, e chiunque può testimoniare che ben oltre l’una di notte, c’è la fila…