Rosamarina, fine di un’epoca

Lorenzo Vendemiale

Dopo 15 anni, è altrove il ferragosto dei baresi

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Tempo che va, cose che cambiano, totem che vacillano e poi crollano. L’argomento è futile, la svolta epocale: dopo un quindicennio d’indiscusso dominio, Rosamarina non è più la tappa di passaggio imprescindibile dell’Agosto, e del Ferragosto barese. Per la nottata del 14 agosto i Baresi hanno rivolto altrove le loro attenzioni, e speranze di ludibrio scatenato; ed è la prima volta che accade in maniera tanto sistematica.
La recessione del 2009 ha colpito anche il verdeggiante ed elitario villaggio ostunese? Forse…O forse soltanto si concretizza una crisi progressiva, ed oggi galoppante, di uno dei paradisi turistici della nostra regione avviato ormai – sembra – verso la fine della sua storia: fatta di sopravvalutazione, abusi e speculazioni edilizie; ma anche d’innegabile fortuna e proliferazione, punto di vicino ritrovo e rasserenante ovattamento per la Bari in vacanza. L’idillio è finito, l’aurea riserva della miniera Rosamarina s’è esaurita, sfruttata e trascurata, vittima di disservizi crescenti, moltiplicatisi col passare degli anni, con gran scorno, e infine decisione d’addio di residenti ed avventori.
Le ondate migratorie che il 14 agosto intasavano le floride viuzze del villaggio sono sbiadito ricordo di appena tre anni fa; ma svanita è soprattutto l’atmosfera di febbrile preparazione e festa che accomunava i giovani di Bari, provincia e non solo. L’estate 2009 è vissuta tra allarmanti voci di fallimenti e mancate aperture, sequestri (se pur temporanei, mai beneaguranti) di spiagge, manutenzioni posticce, eventi abbozzati; e poi il 13, aria non più di grand’attesa, ma centrifuga smobilitazione: l’esodo è stato massiccio. Per il secondo anno consecutivo, la polizia ha battuto con eccessiva e immotivata diligenza i tratti principali del litorale del villaggio, smorzando ogni velleità di divertimento ed organizzazione della schiera – non nutritissima, per dirla in eufemistica litote – di giovani accorsa, insieme ai rispettivi falò; solo negli anfratti più remoti, e pietrosi, di Cala, del Boschetto e del Pontile qualche mesto e solitario focolare ha mantenuto facoltà di sopravvivenza. E’ venuta a mancare persino la tradizionale, e si pensava immancabile, serata del Capanno: niente musica, niente danze sfrenate; testimone ceduto all’Aranceto, per la tristezza e la banalità d’una nottata trascorsa tra le mura di una discoteca e non in riva al mare. Pochi, e profughi, gli incrollabili nostalgici che hanno voluto non soccombere alla crisi, e tener fede alla tradizioni: abbandonati in spiaggia, al freddo e al buio, col conforto delle sole stelle, e di un’alba tarda ad arrivare; forse suggestivo, ma improbo ed avvilente. Un’esperienza irripetibile. Tanto che – pronti a scommetterci – anche loro, per il ferragosto venturo, migreranno verso altri lidi. Come in moltissimi hanno fatto quest’anno.
Quali allora le mete e modalità del ferragosto 2009 dei giovani baresi? Il leitmotiv fondamentale è stato senz’altro quello della musica in spiaggia; meno falò, meno intimità, più movimento. Destinazione privilegiata il Salento, grande vincitore dell’estate: nei giorni di Ferragosto centinaia di migliaia di imbarcazioni e bagnanti si sono riversati nel triangolo di litorale compreso tra il Golfo di Taranto, Leuca e il basso brindisino. Con grande varietà e minor amalgama del solito, i giovani baresi si sono sparpagliati tra le località più accorsate della regione: c’è chi ha trascorso una vivace nottata tra le vie brulicanti di Gallipoli e Otranto; chi ha scelto Alimini, o le varie spiagge del salento jonico, tra Campo Marino e Porto Cesareo, quelle sì letteralmente invase da falò, tende e strutture varie di barbarico accampamento; o chi, evitando spostamenti probanti, ha ripiegato su Polignano, Cozze e Torre Canne, dividendosi, senza poi troppo entusiasmo, tra gli eventi organizzati a Cala Fetente o Lido Bosco Verde, o l’ovviamente attivissima tratta monopolitana di Capitolo, fra il Trappeto, il Barcollando e il Lido Sabbiadoro. Infine, c’è anche chi, in preda ad un impulso di non corrisposto patriottismo, ha atteso speranzoso la differita dello spareggio europeo tra Italia e Francia, e contemplato il tragico naufragio degli azzurri in quel di Pau, e dell’intero movimento cestistico italiano; e poi, riflettendo sulla coincidenza di due epocali disfatte, amareggiato, è annegato nel pessimismo e nel malumore più cupo gettando al vento l’intera serata. Desolante.

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Commenti

  • wadirum (utente non verificato)

    Spero che sia vero… significherebbe meno auto, meno gente, meno chiasso, meno rumori, meno rifiuti, un po’ più di pace e di calma. Un sospiro di sollievo per chi è stanco di motorini che sgommano (e investono bambini), di Suv che intasano le stradine del villaggio, di prezzi alle stelle per case spesso fatiscenti.
    Rosamarina potrebbe risorgere a nuova vita e ri-accogliere uomini e donne, giovani e vecchi con la voglia di condividere una vacanza in riva al mare, nel verde, che non manca.

  • avantipopolo (utente non verificato)

    Rosamarina resterà sempre nei cuori dei nostalgici -come lei- come il buen retiro del tempo che fu.Oggi purtroppo RM è anche fulcro di un becero pettegolezzo estivo bisex: molti uomini e donne in circolo a sparlare di tutto e di tutti. Plaudo ai giovani che scappano da realtà malate x approdare verso nuovi lidi.

  • solosole (utente non verificato)

    Forse il buon Lorenzo, ha nostalgia del glamour di escort e di chi invece di dover navigar per mare, preferisce andare per coca….. che a quanto mi dicono e si legge ultimamente sui giornali, la Bari bene è ben rifornita.Parole sante quelle di wadirum. Ricorda Vendemiale di non sputare in cielo, perchè in faccia ricevi,atteso che vi è chi non pò….

  • nicola20 (utente non verificato)

    Strano, molto strano! Ho letto che il Sindaco Emiliano se la faceva da quelle parti! Non sarà stato vero! Caso contrario, immaginate quanti fans, pecoroni, postulanti, intrallazzatori…