Zazzera: “Fitto, fatti processare”

Riceviamo e pubblichiamo

Il coordinatore regionale dell’Idv: “Ci appelliamo, ma non ci aspettiamo dal ministro gesti di responsabilità”

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Raffaele Fitto, ministro degli affari regionali, da Presidente della Regione Puglia avrebbe favorito l’imprenditore Angelucci, editore di Libero e il Riformista, figlio del sen. Angelucci del PDL, nonché proprietario delle Cliniche del San Raffaele, a cui sarebbe stata concessa la convenzione nonostante fossero ancora in fase di completamento e in qualche caso neppure quello, diciamo a lavori in corso. Fitto in cambio di questo impegno, un affare da 198 milioni di euro, avrebbe ricevuto una tangente da 500mila euro per la campagna elettorale del 2005 della lista regionale “La Puglia Prima di Tutto”. Ad essere coinvolti in questa vicenda anche l’attuale presidente di Aeroporti di Puglia Domenico Di Paola, Paolo Pagliaro patron di Telerama e Mario Morlacco fino a qualche mese fa Direttore Generale dell’ARES. Raffaele Fitto è stato rinviato a giudizio e dovrà essere processato. Ma sappiamo che Fitto si avvarrà dell’immunità parlamentare, come ha fatto quando gli stessi magistrati hanno chiesto l’arresto.

La vicenda di Fitto, insieme a tutte le inchieste giudiziarie in corso in Puglia e che vedono coinvolti esponenti della politica regionale di destra e di sinistra, nonché manager della sanità pugliese in auge con Fitto e confermati da Vendola, dimostra che la questione morale in Puglia resta una vera e propria emergenza e la politica ha il compito di dare risposte adeguate e credibili. In Puglia la sanità e la salute dei cittadini è stata sottomessa all’interesse privato di qualcuno, ieri di Fitto oggi di Tedesco. I pazienti sono stati abbandonati in ospedali fatiscenti, appesi in lunghe liste di attesa, costretti a viaggi della speranza. Mentre imprenditori sleali, faccendieri, politici spregiudicati e manager regionali infedeli scorazzavano per le strutture sanitarie in cerca di appalti, piazzando protesi in ogni clinica (in Puglia +243%), accreditando strutture private amiche.

Da Raffaele Fitto, un berluschino versione Taranta salentina, non ci aspettiamo gesti di responsabilità istituzionale certi che il nostro appello a liberare le istituzioni dai processi resterà inascoltato. Il ministro leccese, come in passato, si avvarrà dello scudo dell’immunità parlamentare e della prescrizione, e tutto resterà come prima. Mi chiedo infine come possa una persona perbene, qual è Stefano D’Ambruoso probabile candidato alla Presidenza della Regione Puglia per il centrodestra, rappresentare una coalizione il cui rappresentante più autorevole viene rinviato a giudizio per la seconda volta per reati contro la pubblica amministrazione.

Pierfelice Zazzera, coordinatore regionale dell’Italia dei Valori Puglia.

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Commenti

  • berlin (utente non verificato)

    Ma guarda un po’ chi rispunta? Caro aziendabari sei già entrato in campagna elettorale. Dovresti però prendere come fonti giornali un po’ più atuorevoli. Non la carta straccia che usa l’informazione solo per difendere, mentendo, il proprio capo berlusconi. Comunque spero che con questo non voglia giustificare il sig fitto: in un paese democratico tutti sono uguali davanti alla legge. Altrove Fitto si sarebbe dovuto dimettere!!!

  • zagreo555 (utente non verificato)

    No,@aziendabari:un pizzico di onestà intellettuale!Potresti anche nomarti aziendaarcore,non cambierebbe nulla.Magari ci fossero 10 ma anche 5 di”che c’azzecca” per la nostra bene amata Italia!Non ti rendi conto dell’enormità che dici!Se avesse detto si al Caimano,l’avrebbe coperto d’oro,come Feltri,Ferrara,Liguori,Fede,Dell’Utri,Belpietro,Confalonieri…Devo continuare? Invece ha scelto di contrastarlo ben sapendo di pagare un prezzo altissimo.Un po di rispetto non guasta!

  • nicola20 (utente non verificato)

    On. Zazzera, come potrebbe farsi processare “sua sponte” il Ministro Fitto che ha per padre putativo dichiarato il Sig. B.? Fitto non negherà mai il credo “familiare”, non tradirà mai l’esempio del padre padrone milanese, non si abbasserà mai a un giudizio “umano”: Silvio, santo subito! Raffaele,…un santino!

  • aziendabari (utente non verificato)

    Quando si sbaglia è meglio chiedere scusa : Fitto NON è stato rinviato a giudizio. Il PM ha chiesto un rinvio a giudizio cosa che deciderà il giudice competente.

  • obrajan (utente non verificato)

    Bè se siete così scandalizzati su “le rivelazioni (?) di ciancimino su di pietro”, allora sono curioso di sapere come commentate le cose che ha detto sul fondatore di forza italia, nonchè braccio destro di silvio, marcello dell’utri!!!!!

  • niza67 (utente non verificato)

    Brucia,guarda come brucia,madonna come brucia,guada come brucia,su!Di Pietro è uguale agli altri e chiacchiere non ce ne vogliono:il figlio a Napoli,lui e gli altri sotto processo in tutta Italia.Chi è senza peccato,scagli la prima pietra.Ciancimino ha smascherato l’ipocrita!

  • alfonsoderuggieri (utente non verificato)

    Beh, che sciocchezza. Di Pietro non è stato rinviato a giudizio. Il rinvio a giudizio l’ha beccato Fitto, da giudici che hanno dimostrato di non essere di parte, avendo già messo nei guai la giunta Vendola. Aziendabari, quando si è a corto di argomenti è meglio tacere.

  • briscola (utente non verificato)

    Tantè che Di Pietro, afferma, che con una falsa identità anndò via dall’Italia con la famiglia per un periodo di tempo.
    Ha imparato bene dal nanetto berlusconi ad inquinare la verità. Prima di commentare sulle persone per bene, certi personaggi si devono sciacquare per bene la bocca.

  • briscola (utente non verificato)

    Come si fà ad essere così falso e calunniatore, mi riferisco al 1° commento che con tanta disinvoltura cerca di inquinare la verità affermando il contrario della realtà. Ciancimino ad “Anno Zero” affermò che si parlava pure di Di Pietro solo ed esclusivamente perchè era stato mnacciato di morte dalla mafia insieme al povero Borsellino per le inchieste di “Mani Pulite” e che era stato avvisato dai servizi segreti.(segue)

  • aziendabari (utente non verificato)

    Tanto per cominciare la correttezza delle informazioni non va mai in vacanza. Forse se la fonte fosse stata Repubblica era più attendibile?
    Ancora una cosa il povero Zazzera parla di “rinvio a giudizio” mentre siamo ancora nella fase di “richiesta di rinvio a giudizio”.
    Povero Berlin, e povera sinistra, di fronte a tutti i casini, ruberie, malversazione nel vostro “nuovo sistema sanitario” hai ancora fiato per parlare?

  • zagreo555 (utente non verificato)

    (continua)Quanto a Ciancimino,ha chiarito:leggi i giornali,non solo Il Giornale!Ciancimino padre sapeva che la Cupola aveva condannato a morte Di Pietro perchè la Procura di Milano era in contatto con Falcone e Borsellino ed aveva fatto arrestare l’imprenditore Salomone perchè organico alla Mafia.Per Di Pietro si presero le precauzioni,per Borsellino no!Sui comportamenti giudziari,Di Pietro è stato di esempio.Chi è innocente corre dal suo giudice coi documenti;il colpevole li sfugge!