Un 2009 da scolpire nella memoria

Dalla promozione alla vittoria contro la Juve, passando per Conte e Tim Barton
Quasi viene voglia che non se ne vada via, ma ormai, purtroppo, mancano solo poche ore. Il 2009 andrà via e lascerà il posto ad un 2010 che, come sempre, non si sa come sarà. Bello o brutto potrà dirlo soltanto il campo e occorrerà rimboccarsi le maniche da subito per renderlo positivo. Certamente è difficile possa essere altrettanto gratificante come quello che si sta consumando quest’oggi, anno prima della inaspettata promozione e poi del sontuoso inizio della stagione in corso.
Prima Antonio Conte, e poi Giampiero Ventura, passando da sogni (Tim Barton) a conferme (Giorgio Perinetti). Sono stati dodici mesi di fuoco avvincenti e spettacolari al tempo stesso, che hanno riconciliato un pubblico deluso ai propri beniamini con la ricetta più semplice ed elementare che ci sia: bel gioco = punti. Il Bari, dopo la vittoria contro la Juventus, è stata definita dal celebre telecronista Sky Fabio Caressa la squadra che meglio gioca in Italia. Con Ventura la conferma di ciò che già si era visto con Conte, ovverosia una squadra che affronta tutto e tutti senza abbassare lo sguardo, ma puntando esclusivamente sulle proprie capacità e su una organizzazione di gioco altamente collaudata.
Un anno da 73 punti in 39 partite, si è detto. Tanti davvero, e potevano essere anche di più, figuriamoci. Il Bari è squadra che ha una sua precisa identità in campo, a prescindere dai protagonisti che scendono sul rettangolo di gioco. Barreto, per esempio, protagonista con Conte, si è a stento ripetuto sin qui con Ventura, ma sono al suo posto subentrati altri protagonisti, come quei due, Bonucci e Ranocchia, che hanno attirato le attenzioni di grossi club italiani e stranieri.
Tanti i momenti eccellenti sia lo scorso anno che questo. Viene da pensare alla festa promozione o alla roboante vittoria contro la Juve, ma come dimenticare il debutto a Milano contro i campioni d’Italia? Il Bari era una sorpresa allora e andò ad un passo dalla vittoria. Forse lì, alla scala del calcio, si capì che non si sarebbe trattato di un episodio a sè stante, ma del frutto del lavoro di un allenatore espero e capace che aveva ereditato un gruppo motivato e affamato di vittorie da un altro tecnico meno esperto ma ugualmente capace.
Conte è nei nostri pensieri, come Perinetti, Ventura, tutti i giocatori, i colleghi e i tifosi. E’ triste lasciare andare via questo 2009 che ha visto peraltro il San Nicola ospitare la Nazionale azzurra di Marcello Lippi, come ai bei tempi, quelli del 1990, quando l’allora appena costruita astronave di Renzo Piano era stata creata per ospitare eventi di tale importanza. La speranza è che essi si ripetano periodicamente, e se non sarà la Nazionale, che siano il Milan, l’Inter e la Juventus. Il 16 gennaio toccherà a Josè Mourinho assaporare il benvenuto degli uomini di Ventura. Calcio, ma anche spettacolo, in un teatro che per troppo tempo è rimasto a torto privo di rappresentazioni di questo genere. Ora possiamo dirlo a voce alta: se ne sentiva davvero enormemente la mancanza.
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