Occupata la facoltà di Scienze Politiche

Antonio Scotti

Gli studenti di Link contro l’aumento delle tasse varato dalla Commissione Bilancio dell’Ateneo

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Stufi di non essere mai presi in considerazione, gli studenti di Link hanno deciso di occupare la facoltà di Scienze Politiche. Una decisione assunta oggi  nel corso di una assemblea organizzata, nella mattinata, all’interno della stessa struttura. A far scatenare la rabbia è stato l’aumento delle tasse deciso dalla Commissione Bilancio per cercare di creare un argine al buco di circa 14 milioni di euro che colpisce l’Università degli Studi di Bari.

Secondo quanto deliberato dai vertici dell’Ateneo, dall’anno prossimo la fascia esentasse arriverà fino ai 12mila euro di reddito (calcolato sulla base dell’ Iseu – Indicatore della situazione economica equivalente universitario). Dai 13mila fino a 24mila euro, invece, le tasse verranno aumentate del 25%; mentre dai 25mila euro in su l’incremento sarà del 27,41%. “Questo – spiegano i ragazzi – mentre i servizi verranno tagliati del 40%, la ricerca e la didattica saranno massacrati e l’Università ha aperto un mutuo che lo indebiterà per i prossimi 10 anni”.

Compatibilmente agli obiettivi prefissati dall’assemblea, gli studenti hanno comunque garantito un parziale svolgimento della didattica.
“Durante la giornata di oggi abbiamo attivato dei laboratori, all’interno dei quali si sono prodotti documenti progettuali che porremo all’attenzione degli organi ufficiali dell’Università”, spiega Gianmatteo Vulcano di Link. “Vogliamo costruire un’alternativa valida al ddl Gelmini e agli attuali meccanismi di funzionamento del nostro Ateneo – continua – . Per questo rivendichiamo una didattica di qualità, più servizi e diciamo un no secco alla proposta di aumetare le tasse”.

La protesta contro il ddl 133 Gelmini ha caratterizzato anche nei mesi scorsi la mobilitazione degli studenti. Nei quattro articoli del ddl dedicati all’università si prevede che nel 2013 ci sarà un 1 miliardo e mezzo di fondi in meno a disposizione dell’università italiana. Non solo. Con la proposta varata dalla responsabile del dicastero di Viale Trastevere, si avvia nei fatti una riformulazione dell’intero assetto pubblico del sistema universitario, dato che il ddl prevede l’evenutale trasformazione in fondazione di diritto privato degli atenei, oltre che la presenza di esterni nei Consigli d’amministrazione per una percentuale pari al 40%. 

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