Petruzzelli, la giunta chiede l’autotutela

Antonella Ardito

Giovedì la decisione del consiglio comunale sul futuro del teatro

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Il Petruzzelli è dei baresi, il protocollo del 2002 tra la famiglia Messeni-Nemagna e il Comune di Bari non è più valido. Oggi la giunta comunale ha approvato il provvedimento di autotutela che garantirebbe, se approvato dal consiglio comunale nella seduta del 27 maggio, il ritorno all’accordo primordiale del 1896, che prevedeva "In caso di crollamento" e di mancata ricostruzione entro tre anni del teatro, il ritorno del suolo del Petruzzelli nella disponibilità del comune di Bari. La materia è assai ostica, perché da sempre i Messeni Nemagna si oppongono a questa valutazione ricordando che il teatro non è andato completamente distrutto, perché le mura perimetrali hanno retto alla prova del fuoco del 1991. "E’ stata creata una commissione composta dal segretario generale Mario Amelio, dal capo dellavvocatura comunale e dall’avvocato Balducci – ha spiegato Michele Emiliano a margine della giunta – che ha prodotto il provvedimento di autotutela e che revoca la delibera 44/2003 che ratificava il protocollo d’intesa. Inoltre in base alla riforma del codice civile del 1942 non ci possono più essere concessioni di beni pubblici in eterno. Le concessioni valgono per un massimo di 99 anni".
Quindi già dal 1995 la concessione fatta dal comune ai fratelli Petruzzelli e al cognato Angelo Cicciomessere (che cambiò nome in Messeni), secondo l’interpretazione della commissione, non ha più valore e il bene Petruzzelli con il suo suolo deve ritornare nelle disponibilità comunali. A questo punto Emiliano aggiunge una seconda ragione per invalidare il protocollo, cioé la mancata ricostruzione del teatro a tre anni dal rogo come previsto dall’articolo 4 del contratto del 1896, mentre sottolinea la totale inadempienza del protocollo del 2002 sulla mancata sussistenza giuridica della Fondazione Petruzzelli quale istituzione in grado di provvedere alla ricostruzione del teatro. "Sono ragioni condivisibili e convincenti – ricorda il sindaco – i consiglieri comunali dovranno fare una valutazione tecnica, come accade per le varianti al piano regolatore". La commissione dei tre tecnici comunali ha valutato come improponibile la class action proposta dall’avvocato Luigi Paccione per raticare la proprietà pubblica del teatro. "Gli uffici comunali hanno sempre chiesto dal 1995 la revoca del protocollo d’intesa – ha spiegat il segretario generale Mario Amelio – vista la decadenza della concessione". Ma in questi anni non sono stati mai ascoltati.

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Commenti

  • scapetta (utente non verificato)

    Questo è un’altro danno che Emiliano farà ai baresi.

  • BiagioElefante (utente non verificato)

    1-L’autotutela serve a tutelare i diritti, non a calpestarli. 2-le concessioni perpetue non si possono più fare, ma quella era già stata fatta! 3-Neanche una amministrazione può annullare la propria firma dopo averla coscientemente apposta ad un contratto.

  • nonfarelindiano (utente non verificato)

    ciò che non è riuscito agli incendiari, riesce a Emiliano.
    TOGLIERE IL TEATRO AI PROPRIETARI

  • michele78 (utente non verificato)

    Signori io sono convinto che se Michelone va da un Psichiatra, per una consulenza, il medico che lo visita verrebbe immediatamente ricoverato per “Emilianite”. Ma vi rendete conto che disatro stà combinando questo IRRESPONSABILE, danni che saremo costretti a pagare noi cittadini, Punta Perotti, La Cittadella, Teatro Petruzzelli ecc. non trovo parole. Luigi CIPRIANI