L’Emiliano furioso

Valentino Sgaramella

Replica del Sindaco agli attacchi della minoranza sul Petruzzelli

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Michele Emiliano replica a stretto giro di posta, in merito alla vicenda Petruzzelli. Ha atteso i giornalisti nella sala Giunta. Era appena terminata la conferenza stampa del centrodestra. Aveva già letto il documento preparato dalla minoranza. Ecco gli stessi fatti, osservati, questa volta, dall’angolo visuale del Sindaco. C’è un elemento che, racconta Emiliano, non ha convinto Mario Carrieri, rappresentante all’interno della Fondazione del ministero degli Interni, e Salvatore Nastasi, Direttore generale dello Spettacolo. All’interno del protocollo d’intesa, a loro parere, c’è uno sbilanciamento a favore della componente privata non accettabile. In sostanza, gli elementi determinanti che renderebbero fragile il protocollo importanti sono 3. Anzitutto, per la ricostruzione del politeama, la famiglia Messeni Nemagna, per il primo cittadino, “pretendeva che il Comune rinunciasse a prendersi il Teatro, come stabilito nel protocollo risalente al 1896”. In secondo luogo, lo Stato non ha manifestato esso stesso l’intenzione di avallare l’intera operazione, tanto che non ha apposto la propria firma. Il terzo elemento che impedisce al Governo l’adesione al protocollo d’intesa consiste nel pagamento di un canone annuo fissato a 500 mila euro, per l’utilizzo di un Teatro ricostruito. Questo, per 40 anni. A partire dal 41° anno, cosa potrebbe accadere? Anzitutto, il canone diviene libero e la spesa imprevedibile. In secondo luogo, vi è il rischio potenziale che la fondazione Petruzzelli resti priva di una sede. “Tra 40 anni, è possibile che la famiglia dica di essere interessata ad un’altra cosa, ad esempio un albergo anzichè un Teatro”. Per Emiliano, il comune di Bari ha dovuto subire l’accettazione di questi elementi negativi. Perchè? E’ lo stesso primo cittadino a dirlo: “In cambio di cosa? Della possibilità di ricostruire il Teatro con denaro pubblico. Sapete come si chiama tecnicamente questa operazione? Indebita pressione. E’ una situazione, regolata per legge, per la quale un pubblico ufficiale può anche commettere un reato se si trova nella condizione di tutelare la vita umana”. Il problema è che nella fattispecie non c’è da salvare vite umane. E, secondo il diritto civile, le prestazioni tra pubblico e privato sarebbero sbilanciate a favore del secondo. Perchè? “E’ un contratto in cui l’ente pubblico non riceve alcuna controprestazione”. Il diritto civile, dice il Sindaco, nel momento in cui una determinata prestazione ha un valore pari a meno della metà di un’altra, offre la possibilità di una rescissione. Quindi, c’è un’indebita pressione ed in secondo luogo la possibilità offerta dalle norme del codice civile. “Il protocollo non poteva reggere, ove non fosse stato riconosciuto per legge. Per questo, il governo che ha redatto lo stesso decreto d’esproprio fece cadere la norma che agganciava il protocollo alla copertura di legge”. Il governo ha anche chiesto un parere all’Avvocatura dello Stato. Quest’ultima ha ribadito queste tesi. Non era possibile riconsegnare il Teatro ai proprietari perchè il protocollo è inefficace. Inoltre, sono state spese delle somme per la ricostruzione che superano quanto pattuito nel protocollo medesimo. Oggi, il Comune custodisce un Teatro gratuitamente senza chiedere alcunchè allo Stato. Nell’attesa, si dovrà stabilire chi è tenuto al pagamento dei 13 milioni di euro che si sono resi necessari per la riscostruzione dello stabile.

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Commenti

  • peppinodefilippo (utente non verificato)

    Improvvisarsi per far vedere ai propri elettori ……..e’ un modo per andare a finire sui giornali, non per fare politica…. emigliano dixit!!!

  • Dante69 (utente non verificato)

    Emiliano infila una serie di corbellerie giuridiche da paura. Forse l’accordo del 2002 è sbilanciato, forse non risolve alcuni aspetti della vicenda. Ma non è cestinandolo che si risolvono i problemi. Quell’accordo va semplicemente migliorato. Per i motivi su descritti, per i 13 milioni anticipati, Stato e comune hanno diritto ad un rimborso da parte dei proprietari: ci si rimetta al tavolo e si negozi un miglioramento di quell’accordo, ora che il teatro è ricostruito.

  • megadream (utente non verificato)

    Emiliano e’ innervosito perche’ sa’ che non c’e scampo a tutti i debiti che i baresi dovranno accollarsi fino al suo fine mandato. Di conseguenza non e’ piu’ ben voluto nemmeno dal pd e vendola cominzia a odiarlo (e poteva rendersene conto prima dell’ abbraccio in platea di che uomo e’ il nostro caro amato sindaco)
    Insomma, ora c’e qualche problema per la poltrona di emiliano a roma. Il ricorso di simeone e’ ancora in agguato….

  • BiagioElefante (utente non verificato)

    “La Fondazione potrebbe trovarsi senza sede..” E chi vi ha detto,privati e/o enti pubblici di crearla? E poi di impadronirvi arbitrariamente del teatro? Concordo sul giudizio di Dante, povero Emiliano….Se c’è stata una indebita pressione è la sua col ministero per l’usurpazione del teatro. Ma non credo si possa ritoccare l’accordo,se non d’arbitrario imperio, o far rispondere i proprietari per soldi spesi o sperperati dallo stato.

  • michele78 (utente non verificato)

    Il Governo fa la Finanziaria Emiliano fa DISASTRI, Risarcimento per Punta Perotti,Incarichi miliardari per avvocati e consulenti esterni che hanno prodotto solo una condanna al pagamento dei danni a favore dei Matarrese, La Cittadella (il parere di un Commissario non può annullare una sentenza della Cassazione), Petruzzelli, Multiservizi ecc. I baresi saranno costretti ha ipotecarsi le case per pagare i debiti che questa Amministrazione lascerà in eredità. Luigi CIPRIANI

  • LUREAL (utente non verificato)

    Caro sindaco Emiliano,gia’ basta l’affare Perotti per inguaiare tanta gente e fare pagare un sacco di soldi ai baresi…ora il caos del Petruzzelli!Possibile che non riusciate ad interpretare leggi,regolamenti,accordi ecc?Le spese le pagheremo noi cittadini,come al solito…perche’ non ti dai all’ippica,ovviamente mettendo una pancera al cavallo?LUREAL