Tekneco, il free press diventa sostenibile
Tecnica, ecologia ed economia: la parola “Tekneco”racchiude ed armonizza tre settori che hanno visto negli ultimi anni la Puglia eccellere e, talvolta, primeggiare quanto ad innovazione e competitività delle esperienze imprenditoriali nate nel tacco dello stivale.
Da domenica nelle edicole pugliesi e già da oggi sul web (www.tekneco.it) “Tekneco”, la nuova rivista trimestrale gratuita dedicata all’edilizia sostenibile, alla tecnologia applicata all’ambiente e alle energie rinnovabili: un progetto editoriale di matrice salentina, che guarda alla nostra regione come terra ormai d’avanguardia nel panorama nazionale.
Presentato ieri mattina il numero 0 del free press nell’ambito della Giornata di studio su “Integrazione fra Tecnica, Ecologia e Territorio” al Politecnico di Bari: saranno, infatti, proprio alcuni docenti e ricercatori universitari di Foggia, Bari e Lecce a costituire il Comitato Scientifico della rivista, che intende coniugare l’anima accademica e quella giornalistica in uno scambio d’informazioni e conoscenze circolare e senza barriere.
“Niente diritti d’autore: Tekneco usa la licenza Creative Commons”, spiega Alessandro Longo, giornalista de “Il Sole 24 Ore” e direttore della rivista, “ciò significa che chiunque potrà pubblicarne i contenuti su altri spazi, per esempio sul proprio blog, purché si citi la fonte e non ci sia scopo di lucro”.
“Partiamo con 80.000 copie”, annuncia Pierluigi Fanghella, l’editore di Tekneco, “in questo numero tante notizie e nessuna pubblicità. Abbiamo comunque intenzione di contenere gli spazi pubblicitari entro massimo il 30% delle pagine”.
L’apertura del numero 0 è dedicata alla nascita del Distretto produttivo per l’edilizia sostenibile, una libera aggregazione di realtà del settore con l’obiettivo comune di cooperare, formare ed informare il territorio e tutti gli addetti della filiera affinché si orientino verso tecniche, pratiche e materiali a basso impatto ambientale.
“Non siamo ancora giuridicamente definiti, entro fine luglio ci costituiremo in associazione”, interviene Nicola Didonna, segretario del distretto, “in pochi mesi abbiamo aggregato 210 realtà (la metà in provincia di Bari): dallo stare insieme nasce la riduzione dei costi, e anche dei fallimenti”.
“Puntiamo al recupero del territorio e degli edifici, oltre a sostenere ricerca e innovazione”, continua, “purtroppo c’è ancora scarsa abitudine da parte della Regione a relazionarsi con i distretti, ma speriamo che sia solo una questione di tempo”.
“La Regione continua prendere decisioni senza condividerle”, incalza Giovanni Ronco, Coordinatore della Sezione Energia, Ambiente e Utilities di Confindustria Bari e BAT, “è successo per la legge regionale sulla DIA per impianti fino ad 1 MW: noi avevamo già mostrato le criticità della mancanza di pianificazione urbanistica”.
“Ora pare non si faranno più grossi impianti a terra”, prosegue, “ma dopo la sentenza della Corte Costituzionale contro la legge regionale gli investitori sono preoccupati, tutto è bloccato. Altrettanto può dirsi dei certificati verdi: c’è bisogno di norme che regolamentino il mercato di domanda e offerta”.
“Tekneco affronta anche questo problema, nato con la riforma del Titolo V della Costituzione, che ha fissato la competenza concorrente Stato-Regioni sul tema energetico”, conclude Luigi Dell’Olio, giornalista di “Repubblica Affari e Finanza” e collaboratore di Tekneco, “da anni si aspetta un piano nazionale dell’energia: solo definendo le competenze rispettive di Stato e Regioni si sbloccherà l’impasse”.
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