Donda via?

Christian Montanaro

Intanto si presenta Raggi: “Non sono nè Ranocchia, nè Bonucci, ma la loro eredità è una sfida che accetto”

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Scorso campionato, seconda giornata di serie A. Il pericolo numero uno per il Bologna è il folletto honduregno del Bari, Edgar Alvarez, che all’esordio a San Siro ha fatto ammattire un mostro sacro come Javier Zanetti. In marcatura su di lui va Andrea Raggi, uno che solitamente occupa il versante opposto del campo. Risultato: una delle peggiori prestazioni stagionali dell’ex pisano. Forse è stata quella esibizione a convincere il Bari a puntare su di lui, o forse una carriera costellata da una grande costanza di rendimento.

Raggi sa fare il terzino destro, lo  stopper e il fluidificante, a dimostrazione della sua grande versatilità. Emulare Ranocchia o Bonucci è però un’altra cosa, e i paragoni è meglio non farli, più che altro perchè ognuno ha le sue precise caratteristiche. "Non sono Ranocchia ne Bonucci. Sono Raggi – dice lui stesso-. Devo dimostrare quanto valgo ai miei compagni, al tecnico e alla tifoseria. Di certo parto da un’eredità pesante ma è una sfida che accetto. Ho scelto Bari nel momento in cui mi hanno proposto di venirci, senza esitazioni. In un giorno ho trovato l’accordo e firmato il contratto. Mi trovo ora in un gruppo compatto che cresce giorno dopo giorno. Il passato? Ci sono alcune cose che non capisco. Ma ora penso solo ed esclusivamente al Bari, ad allenarmi per svolgere al meglio il mio compito".

Intanto Mariano Martin Donda (nella nostra foto) sarebbe pronto, a quanto pare, a rescindere il contratto che lo lega alla società biancorossa. Per lui si era parlato anche di ritiro dal calcio, visti i continui problemi fisici che ne stanno minando la carriera, e invece sembra stia cercando una sistemazione altrove a lui più congeniale, visto anche l’intasamento nel centrocampo biancorosso che di fatto lo porterebbe a recitare un ruolo di secondo piano.

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