La questione di Dio oggi e la Chiesa moderna

Federica Stea

Presentato il libro di Monsignor Leuzzi. Buttiglione: “La politica rimetta al centro l’essere umano”

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“Riproporre la questione di Dio tenendo conto dell’insegnamento di Benedetto XVI, ma soprattutto ponendo delle domande sulle questioni di Dio nel contesto contemporaneo. Perchè la situazione storica nella quale viviamo può sembrare rinunciataria rispetto a Dio, ma lo è solo apparentemente”.

È questo il punto di partenza di Monsignor Lorenzo Leuzzi nel suo libro presentato a Bari. <<La questione di Dio oggi>>.

Un libro che traccia un percorso nuovo per la Chiesa, quale istituzione capace di mettersi in discussione, di rinnovarsi per dare delle risposte all’uomo moderno. “In realtà -prosegue Leuzzi- oggi non si verifica un’emarginazione, ma una diversa questione di Dio. In passato le domande su di Lui rivelavano un bisogno religioso dell’uomo; adesso invece, si richiede una religione che aiuti l’uomo ad essere protagonista della costruzione della società. Si vuol sapere se davvero esista un Dio capace di fare tutto questo, perchè se Dio non è vivo e vero, Dio non ha senso. La Chiesa in questo deve prendere consapevolezza che oggi la sua presenza nella storia non è aggiuntiva rispetto a quanto l’uomo è capace di fare e che la ricerca scientifica è indispensabile. Religione e scienza devono camminare insieme. Se la Chiesa non riuscirà a rispondere a questa domanda pressante della società -conclude- non dimostrando la presenza di Dio, rischia di essere insignificante”.

L’evento di presentazione di un libro sicuramente illuminato, che rivela una coscienza religiosa rinnovata, sulla scia dell’attuale papato, è stato organizzato dall’associazione Identità e Dialogo, di cui è Presidente Mario de Donatis

Tra le illustri personalità presenti, anche il vice Presidente della Camera dei Deputati, l’Onorevole Rocco Buttiglione. “La questione di Dio oggi -afferma Buttiglione- va recuperata dall’esperienza, perchè non è prerogativa dei filosofi della vita cristiana, ma si impone a partire dalla vita dell’uomo comune, sempre alla ricerca di una direzione verso cui orientare la propria esistenza. È vero -ammette l’Onorevole- viviamo un’epoca di mancanza di ideologie. Non c’è politica che non abbia dietro di sé una visione umana ed è questa che dovremmo recuperare per ricostruire il rapporto con il popolo. Purtroppo però, la persona umana non viene più considerata degnamente dalla politica. Si guardano i sondaggi e le statistiche, dimenticando che dietro le statistiche ci sono gli uomini. Per questo c’è bisogno di partiti radicati sul territorio per sapere cosa accade alla gente e non averne contezza, come invece accade, attraverso i giornali. È necessario ricostruire il senso della vita del popolo e non c’è senso della vita del popolo se non c’è una visione religiosa non della politica, ma della vita quotidiana. E questo -conclude Buttiglione- si fa partendo dalla testimonianza che la Chiesa in quanto tale può dare: quella della presenza di Dio in mezzo agli uomini. Credo che sia questo il senso del libro”.

di Federica Stea

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