Scritture in Città
Finalmente si da voce a Bari
L’evento non è stato altro che uno spazio nel quale promuovere la produzione di tutti gli scrittori che hanno scelto Bari come sfondo delle loro opere. Quante volte diamo per scontato quel che è sempre in vista? Quante volte abbiamo visto vecchiette che preparano orecchiette per le vie, ragazzi che giocano a calcio per strada e l’acqua scorrere fra i viali? Perchè, allora, non raccontarne nulla? Se nessuno ne parla, finiranno per andar persi, tutti questi piccoli nostri frammenti. Ed è questo quello che hanno fatto questi autori: hanno parlato della gente, delle sue strade, dei suoi quartieri, delle sue usanze. Hanno raccolto e immortalato ogni sfumatura della -nostra- città.
Gli scritti protagonisti della serata appartengono a diversi generi: narrativa, poesia e saggistica/inchiesta. A presentare le opere narrative ( “Il tempo che ci vuole” di Francesca Palumbo e “Tempo da dimenticare” di Claudio Santovito) vi era la dottoressa Chiara Lacirignola.
Il primo testo si apre con una descrizione del “nostro ” Parco Largo 2 giugno. Pensare che, inizialmente, la manifestazione stessa avrebbe dovuto svolgersi al parco il 30 giugno, ma, a causa d’altro tipo di tempo, l’iniziativa è stata poi rimandata. Per la saggistica e l’inchiesta son stati presentati, da Carlotta Susca, i testi “Il grido e l’impegno” di Francesco Minervini e ” La città del sesso ” di Leonardo Palmisano. L’unico testo poetico, invece, è stato “Più forti della non speranza” di Michele Campione. Le opere sono in grado di trattare argomenti differenti come il mondo adolescenziale, la realtà della prostituzione, il dolore della perdita, in modo tale da immergersi e ritrovarsi totalmente in ogni osservazione. Inoltre all’iniziativa hanno partecipato anche le “persone libro” ( persone che trasmettono libri oralmente) con brani delle opere stesse.
Questa iniziativa, nata nel 2009, fa sì che ogni persona-libro interpreti al meglio quella che è l’essenza del libro, cercando di creare un legame con chi han davanti basato sullo sguardo, sulla voce, sulla gestualità. Al termine della serata è stato consegnato, ad ogni autore, un riconoscimento (e ringraziamento) per aver elogiato una città che troppo spesso vien disprezzata.
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