TPP: l’assemblea dei soci respinge dimissioni Carmelo Grassi

Godelli: “Questo risultato spero metta fine a strumentalizzazioni politiche”
Il bubbone, giova ricordarlo, era scoppiato con la polemica sollevata da un gruppo di giovani attori che avevano denunciato irregolarità nella gestione delle selezioni per lo stage con il regista lituano Eimuntas Nekrosius, organizzato proprio dal Teatro. Ma anziché, come previsto dal bando, attendere la selezione ufficiale del Maestro, una scrematura preventiva alle 280 domande pervenute era stata operata dall’Ente teatrale.
Un peccato veniale, secondo Carmelo Grassi, Presidente del TTP. Fatto gravissimo, invece, per tutti coloro che avevano, sin da subito, denunciato l’illegittimità dell’iter seguito; in realtà un mero casus belli atto ad accendere i riflettori mediatici su una gestione non condivisa.
A difesa di Grassi, erano scese diverse associazioni, ma la solidarietà, in queste vicende, com’è noto, non basta a stemperare le polemiche. Così, durante l’assemblea del Teatro Pubblico Pugliese, convocata per esprimersi sulle dimissioni del Presidente Carmelo Grassi, che aveva compiuto il gesto istituzionale nei giorni passati, tre Province e diversi Comuni (una decina, tra cui capoluoghi Brindisi, Andria, e Lecce) hanno abbandonato l’assemblea, chiedendo ufficialmente le dimissioni del Consiglio di Amministrazione del Teatro Pubblico Pugliese.
“E’ evidente – ha dichiarato il vicepresidente della Provincia di Bari, Nuccio Altieri – che esiste una grave distonia tra le esigenze e le necessità dei Comuni e il Consiglio di Amministrazione del TPP, che opera senza ricercare la minima partecipazione e condivisione. Il Teatro Pubblico Pugliese, infatti, è e deve restare un Consorzio di Province e Comuni. Al Consiglio di Amministrazione, invece, – prosegue Altieri – pare non essere chiara questa finalità, tanto da lavorare in piena autonomia, trasformando sempre di più il TPP in un’agenzia regionale. Per queste ragioni apprezziamo il senso di responsabilità e onestà intellettuale che ha portato il presidente del TPP, Carmelo Grassi, a dimettersi, tuttavia non è una questione che riguarda la sua persona, quanto un problema di governance e mission della struttura del Teatro Pubblico Pugliese, che deve assolutamente cambiare”. Insomma, il problema non è affatto il presidente, ma l’intero consiglio che, da tempo, amministra l’ente teatrale con una linea non condivisa da diversi enti locali.
A spiegare la linea del dissenso, Rocco Palese, capogruppo del PDL in consiglio regionale: “Bene hanno fatto gli Enti Locali a rifiutarsi di discutere delle dimissioni di facciata del Presidente, che non avrebbero minimamente fugato, né affrontato le perplessità sulla gestione dei Fondi sollevate con forza anche dal Comune di Bari. Comuni e Province hanno il diritto non solo di ratificare gli atti del Cda ma, in qualità di soci che versano anche contributi per il funzionamento del TPP, devono poter anche partecipare alla gestione dei Fondi, un tesoretto su cui la Regione Puglia sta cercando in ogni modo di conquistare la gestione monopolistica. In questo senso garantiamo sin d’ora il nostro pieno appoggio agli Enti Locali di centrodestra e centrosinistra per tutte le iniziative che vorranno assumere al fine di pretendere una gestione trasparente e collegiale del TPP e della cospicua mole di fondi che amministra”.
Di opposto tenore, le dichiarazioni di Silvia Godelli, esponente di maggioranza della giunta Vendola, e che, senza mezzi toni, ha parlato di “strumentalizzazioni politiche” sull’intera vicenda: “Nel rinnovare a Grassi e all’intero Consiglio di Amministrazione la mia stima e l’apprezzamento per la straordinaria qualità del lavoro svolto – ha dichiarato la Godelli -, auspico che le polemiche politiche messe in atto in queste settimane non mettano ad ulteriore rischio le prospettive di sviluppo dell’attività di Teatro Pubblico e non compromettano, per miopi o per interessate ragioni di parte, lo sviluppo del nostro territorio in termini di qualità culturale, di attrattività turistica, e di consolidamento dell’intero sistema di spettacolo della nostra realtà.”
Il Presidente del teatro, intanto, prova a chiudere la questione con un lancio istituzionale teso a sottolineare il lavoro svolto dalla sua squadra: “sono molto dispiaciuto – ha infatti dichiarato Carmelo Grassi – della posizione assunta da una parte dei soci, che risente di tensioni politiche del tutto esterne alla vita istituzionale e operativa del TPP e rischia di offuscare i grandi risultati, riconosciuti a livello nazionale e internazionale, conseguiti dalle iniziative di Teatro Pubblico. Tengo peraltro a precisare che non era all’ordine del giorno dell’odierna assemblea né la gestione dei fondi Fesr affidati al Tpp dalla Regione Puglia, né tantomeno l’assetto dell’Ente, anche in considerazione del fatto che la recente variazione di statuto è stata votata all’unanimità. Ad ogni buon conto specifico ancora una volta che l’utilizzo dei Fesr avviene per bandi e avvisi pubblici sottoposti a tre severi livelli di controllo imposti dalla normativa europea, controlli che fino ad oggi non hanno mai evidenziato irregolarità di sorta, laddove invece i progetti realizzati hanno fatto conseguire al sistema dello spettacolo dal vivo della Puglia risultati di valore straordinario”.
Basteranno queste dichiarazioni a mettere pace tra gli enti e far arretrare i comuni in lotta? Difficile da pensarsi: più probabile che l’estate non serva a smorzare i toni, ma che anzi inneschi nuove occasioni di contrasto.
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