Il magna magna della sanità pugliese

La Redazione

Vengono fuori gli altarini di Vendola sulla spartizione dei posti dirigenziali

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Esisteva un sistema di spartizione delle cariche professionali nel sistema sanitario pugliese che seguiva i ruoli e l’importanza dei partiti politici in Regione.

E a quanto pare era rigorosamente applicato fin dal 2005, anno della prima elezione di Vendola. Prima il partito poi la professionalità, questa era la legge a cui si doveva attenere Lea Casentino, ribattezzata lady ASL, ex direttore generale della ASL Bari, altrimenti il suo incarico avrebbe avuto vita breve.

Secondo il sistema, le nomine erano fatte in questa modo: il direttore generale in quota DS, a seguire un direttore sanitario della Margherita o di Rifondazione e così a scalare, sacrificando ogni professionalità e preparazione (e i malati!).

A spiegare nei minimi particolari tutto il sistema è proprio l’ex direttore generale Cosentino quando è stata ascoltata dai PM incaricati dell’indagine. Non ha risparmiato nomi ed esempi concreti Lady ASL, senza più peli sulla lingua, forse perché stava iniziando a capire che da perdere ormai c’era ben poco. Ha fatto anche i nomi dei politici che a mo’ di “pupari” tiravano i fili: Tedesco, Minervini e Loizzo erano i responsabili del territorio barese.

La Cosentino ha proseguito le sue dichiarazioni raccontando del suo timore nell’emettere bandi di gara per paura che alla fine dei giochi avrebbe potuto “offendere” qualche imprenditore locale tanto caro al politico di turno e alterare l’equilibrio precario della giunta (e il suo stipendio da centinaia di milioni di euro l’anno).

Ad oggi, alla luce delle inchieste che proliferano ogni giorno, della malasanità negli ospedali, dei buchi nel bilancio regionale sempre per la sanità, degli ospedali che continuano a chiudere e dei reparti che non sono mai stati riaperti, fa riflettere il rapporto dell’Oms – l’Organizzazione Mondiale della Sanità – dal quale risulta che su 191 Paesi, nella classifica mondiale, l’Italia sia battuta solo dalla Francia.
La Puglia è ancora in Italia?

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Commenti

  • BariDomani (utente non verificato)

    Ho ragione io?Un governatore di regione(presidente),chiunque fosse,non deve percepire più di tremilaeuro mensili!Stesso stipendio per: i vici,assessori,sindaci,consiglieri, via le province,parenti ed affini.In galera tutti e buttiamo via la chiave!Altro che vergogna!

  • sniper1956 (utente non verificato)

    è strano che dopo 2 anni dagli interogatori vengono pubblicate queste notizie.

  • sniper1956 (utente non verificato)

    pelillo-gentile-minervini sono oggi assessori della giunta vendola.cioè potrebbero perpwtuare i loro comportamenti presunti illegali ed illeciti.che farà ora la bella addormentata nel bosco?