Lo sguardo di Medusa

Una mostra di fotografia nella galleria Spazio Giovani per riflettere sull’importanza del paesaggio
Il rapporto tra l’oggetto e il luogo non sempre dà vita una semplice rievocazione della storia. Può tradursi in altre forme di lettura e arricchimento. E’ il caso della mostra di fotografia dal titolo “Lo sguardo di Medusa”, inauguratasi lunedì sera presso la Galleria Spazio Giovani (nella città antica di Bari), dedicata alla possibilità di decontestualizzare l’oggetto per generare nuove modalità di osservazione.
L’idea alla base della mostra nasce a seguito di una visita compiuta presso villa “La Rotonda” a Vicenza – racconta Leonardo Tasselli, autore degli scatti in esposizione – dove ai lati dell’ingresso sono presenti delle statue che guardano il paesaggio. Questa cosa mi ha fatto riflettere sul fatto che spesso limitiamo la nostra osservazione al singolo edificio trascurando il territorio circostante. Così ho deciso di pormi nei panni della statua, come una persona inerte attorno a cui tutto muta, ma con un intento completamente diverso: quello di non essere immobile rispetto alle modificazioni, ma di produrre a mia volta un cambiamento. Di qui il titolo della mostra, in cui racconto ciò che vedo ponendomi dalla parte della statua, come se venissi catturato da quello sguardo e potessi vedere unicamente attraverso esso. Villa Almerico, meglio conosciuta come La Rotonda, appartiene al genere di case realizzate dal Palladio in cui elementi sacri vengono fusi in una fabbrica civile collocata nella campagna, in modo da soddisfare un’idea di residenza non urbana. In tal senso il rapporto che questo edificio instaura con il territorio circostante può definirsi rilevante.
L’intento è di andare oltre la trascuratezza dello sguardo limitato alla sola osservazione dell’edificio traendo spunto da un particolare punto di vista, e Tasselli lo individua nella direzione in cui sono rivolte le statue della villa: vale a dire verso il paesaggio che la circonda. Così nei panni della statua (si fa per dire) avvia la sua particolare riflessione sul paesaggio, contraddicendone l’immobilità per generare un cambiamento. Si tratta – come dice lo stesso Tasselli – di una raccolta di immagini catturate in viaggio, cercando di cogliere gli oggetti a cui volutamente si sostituisce dando vita ad una metatesi visiva che si rinnova di volta in volta. L’autore “decontestualizza” gli oggetti dal luogo in cui giacciono per sostituirsi ad essi, ricercando così nuove prospettive e visuali, che poi documenta mediante la macchina fotografica.
Di qui poi si è sviluppata l’idea di raccogliere altre immagini, dando vita ad una mostra in continua evoluzione in cui chi è interessato all’uso della fotografia potrà con i propri scatti di oggetti inanimati coinvolgere altre persone nello sguardo di Medusa, collaborando attivamente. L’idea più ambiziosa è quella di tutelare il contesto dei luoghi artistici in cui sono inseriti gli edifici spesso visti in modo distaccato dall’ambito territoriale, guardando appunto all’esterno, lì dove è rivolto lo sguardo delle statue. Spesso c’è poca attenzione rispetto ai temi del paesaggio, ma il territorio è esso stesso parte dell’edificio subendone l’influenza sia in ambito sociale che economico. Di particolare interesse è l’allestimento della mostra a cura di Luca Cascella, ispirata alle linee principali del Feng-Shui e basata sul riutilizzo di materiali derivanti dall’assemblaggio di elementi di scarto in modo da creare un’interazione dinamica con le immagini. Acqua, legno, fuoco, terra, metallo coesistono in un equilibrio di energie simbolicamente rievocate, quasi a ricreare l’idea del paesaggio stesso. Sottili fili metallici richiamano gli equilibri semoventi delle sculture di Caldèr, fragili bilanciamenti soggetti all’azione del vento e delle forze esterne, seguono forme zoomorfe elegantemente collocate a ridosso delle immagini. Mentale, elegante, silenziosa questa mostra ci invita a volgere lo sguardo nella giusta direzione.
Lo sguardo di Medusa
Personale fotografica di Leonardo Tasselli
Dal 24 settembre al 7 ottobre
Galleria comunale Spazio Giovani
Via Venezia, 41 Bari
In collaborazione con l’associazione Camera 231 e con il patrocinio del Comune di Bari
Per collaborare al progetto inviare una mail a: losguardodimedusa@gmail.com
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