Le tre anime di Beethoven al Petruzzelli

Ricco programma per la seconda serata del Ciclo sinfonico
Prosegue con un buon successo di pubblico e musicale il ciclo completo delle 9 Sinfonie di Beethoven, in programma per questo mese al teatro Petruzzelli.
Interessante il secondo appuntamento la Seconda, la Quarta e la celebre Sesta Sinfonia del compositore tedesco. Sul podio un altro giovane talento della direzione, l’israeliano Daniel Cohen, 28 anni, tra i talenti più interessanti della nuova generazione. Con eleganza e precisione ha saputo condurre l’orchestra verso un’interpretazione molto lineare e autentica dei brani in scaletta, dirigendo un’orchestra un buonissima forma.
Tre sinfonie composte in 6 anni, nei quali Beethoven maturò notevolmente dal punto di vista compositivo. Un periodo nel quale il genio di Bonn iniziò a sviluppare anche la nota e drammatica patologia che lo portò a perdere completamente l’udito.
Un’inquietudine che si è riversata nel processo realizzativo della Quarta Sinfonia che tra accenni vellutati e partiture spigolose è decisamente più contrastata rispetto alla semplicità della Seconda e alla più nota Sesta, gioiello della serata e momento clou dell’interpretazione orchestrale.
Cohen, con gesti pacati ma carismatici è sembrato molto efficace nell’evidenziare le atmosfere pastorali e bucoliche della Sesta, opera capace di proiettarci in uno scenario da prati alpini in estate tra sole e temporali improvvisi. Grandi applausi al termine della serata. La rassegna proseguirà lunedì con l’esperto e noto direttore Asher Fisch, anch’egli israeliano, per l’esecuzione della Prima, dell’Ottava e della Terza Sinfonia, l’Eroica.
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