Ryanair, nuove rotte da Bari e nuove offerte

E, intanto, rassicura ''Nessun taglio e nessuna fuga dall'Italia. La compagnia pagherà le tasse come qualsiasi altra impresa"
Secondo quanto stabilito dall’ articolo 38 del decreto Crescita 2.0 del governo Monti, dal 2013 anche Ryanair sarà obbligata a pagare tasse e contributi come le altre imprese in Italia.
O’Leary, amministratore delegato della compagnia aerea, annuncia che nonostante la nuova legge introdotta, – non ci saranno tagli o fughe dall’Italia – così come è avvenuto per la Spagna. In verità l’episodio della Spagna – sottolinea l’ad – non è stata una vera e propria fuga ma una semplice riduzione delle rotte dato il raddoppio delle tasse aeroportuali di Madrid e Barcellona e l’aumento del 20% in altre basi come Valencia.
Nessun colpo di testa, quindi, nessun taglio a differenza di quanto scatenato in Alitalia. Anzi, proprio le difficoltà economiche che hanno condotto la compagnia aerea italiana al calo non possono che favorire la crescita di immagine di Ryanair. “L’effetto della crisi è che la gente sceglie viaggi low cost – è sicuro O’Leary – perché non possono permettersi altre tariffe più alte”. Quindi Ryanair risulta in crescita per il 2012 con un +4 per cento – e per il 2013 sono previsti 1,7 milioni di passeggeri per Bari e un milione per Brindisi, giungendo per l’estate a garantire 32 rotte e 2700 posti di lavoro.
L’amministratore delegato della compagnia svedese è fermamente convinto del fatto che la Puglia sia davvero il futuro, il punto di partenza per una crescita sostenibile vista la presenza di nuovi alberghi e la crescita dimensionale dello stesso aeroporto.
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