Vendola rimane al timone della Puglia

La Redazione

Il governatore andrà avanti fino a scadenza "naturale" del suo mandato

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La decisione tanto attesa dall’opposizione in consiglio regionale sulla scelta di Nichi Vendola è infine arrivata: il governatore resterà al comando della regione, non opterà per il Parlamento.

Obiettivo: rilanciare l’azione del suo governo sino alla scadenza “naturale” che si troverà di fronte: non il 2015, quando appunto scadrebbe la legislatura regionale attuale, ma sinché durerà la legislatura nazionale in procinto di partire. La situazione romana infatti appare ancora molto incerta. Poche le ipotesi in campo, ovvero o d’intesa coi grillini, si avvia una legislatura nazionale costituente, il tempo di fare le riforme, e si torna al voto al più tardi tra un anno, in coincidenza con le Europee e le amministrative del 2014; o il nuovo governo – a causa dei veti di Grillo, che non appaiono indietreggiare – non decolla e si torni al voto al più tardi nel prossimo ottobre.

Comunque vada, Vendola ha le idee chiare: in Puglia si andrà all’election day, ovvero al duplice voto per Regionale e Politiche; il leader di Sel non opterà ora – dopo l’insediamento del 15 marzo – per il Parlamento, rinunciando all’elezione alla Camera e rimanendo in Puglia, in attesa delle nuove urne che, presto o tra un anno, verranno. È in quest’ottica che nasce l’idea di un ricambio (inevitabile anche alla luce dell’elezione in Parlamento di 3 assessori) nel governo regionale.

Nel frattempo Vendola cercherà di portare avanti le promesse fatte in relazione alla riduzione dei costi della politica, ed al rinnovamento e parità di genere. 

Punti che servono anche per contrastare la veloce ascesa del Movimento 5 Stelle, favorita proprio dalla protesta nei confronti della casta politica e dei costi che essa ha prodotto negli anni. 

 

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