Schianto in moto, muore il capo del Dipartimento Turismo e Cultura della Regione Annibale D’Elia

Il cordoglio del mondo politico e istituzionale
La politica e le istituzioni pugliesi piangono la scomparsa di Annibale D’Elia, morto a 57 anni in un incidente stradale a Torre a Mare, nella zona sud di Bari. Da pochi mesi alla guida del Dipartimento Cultura e Turismo della Regione Puglia, il dirigente aveva partecipato nel pomeriggio di ieri ai lavori del Consiglio regionale, impegnato nell’esame della legge sugli affitti brevi.
Poche ore dopo, mentre percorreva in moto il tratto tra San Giorgio e Torre a Mare, si è schiantato contro un muretto per cause ancora in corso di accertamento. L’impatto non gli ha lasciato scampo. Inutili i soccorsi del personale del 118. Sul luogo della tragedia si è recato anche il presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro.
La notizia ha suscitato profondo cordoglio nel mondo politico, trasversalmente agli schieramenti, e tra quanti avevano conosciuto e apprezzato D’Elia nel corso della sua carriera. Dopo una lunga esperienza professionale al Comune di Milano, era tornato in Puglia per assumere un nuovo incarico ai vertici dell’amministrazione regionale. Il suo nome resta legato soprattutto a Bollenti Spiriti, il programma di politiche giovanili promosso dalla Regione insieme a Guglielmo Minervini, che ha sostenuto idee, progetti e iniziative imprenditoriali di migliaia di giovani pugliesi.
Il ricordo delle istituzioni e della politica
Tra i primi a esprimere il proprio dolore, il presidente del Consiglio regionale, Toni Matarrelli: «Troppo improvviso, doloroso, ingiusto questo strappo della vita che ci ha portato via Annibale D’Elia. Uomo luminoso nei valori, nel talento, nella professionalità, nel sorriso». Matarrelli ha ricordato la sua presenza come «bellissima e di grande ispirazione per tutti coloro che lo hanno conosciuto e gli hanno voluto bene», rivolgendo alla famiglia la vicinanza dell’intera assemblea regionale.
Particolarmente sentito il ricordo del gruppo del Partito democratico, che ha sottolineato il contributo di D’Elia alla costruzione di una nuova visione delle politiche giovanili. «Annibale aveva capito, prima di tanti altri, che ai giovani non basta sentirsi dire che sono il futuro, occorre dare loro la possibilità di costruirlo», si legge nella nota. Un’intuizione tradotta in progetti concreti, a partire da Bollenti Spiriti, che per tanti ragazzi ha rappresentato l’opportunità di valorizzare il proprio talento e costruire un futuro nella propria terra.
«Il compito della politica non è decidere il futuro dei giovani ma creare le condizioni perché possano costruirlo da soli», ha ricordato ancora il gruppo dem, definendo la sua scomparsa «una perdita profondamente ingiusta».
Anche il Movimento 5 Stelle ha espresso vicinanza alla famiglia, ricordando «un professionista di grande competenza, che tanto ha fatto per la Puglia, credendo nell’importanza delle politiche giovanili». I consiglieri pentastellati hanno evidenziato la capacità di D’Elia di mettere la propria esperienza al servizio delle istituzioni, con particolare attenzione all’innovazione e allo sviluppo dei territori.
Il cordoglio ha coinvolto anche il centrodestra. «La notizia della morte del capo dipartimento di Cultura e Turismo, Annibale D’Elia, ci ha letteralmente travolti e stravolti», ha dichiarato il gruppo regionale di Fratelli d’Italia, ricordando come il dirigente, poco prima dell’incidente, fosse impegnato negli uffici del Consiglio per seguire l’approvazione della legge sugli affitti brevi.
Parole di dolore anche dal consigliere regionale del gruppo Misto, Luigi Lobuono, che ha parlato di «una notizia improvvisa e terribile, che lascia senza parole e colpisce profondamente l’intera comunità regionale».
Leccese: «Perdo anche un amico»
Al cordoglio si è unito il sindaco di Bari, Vito Leccese, che ha ricordato D’Elia non soltanto per le sue capacità professionali, ma anche per il rapporto personale che li legava.
«La perdita improvvisa di Annibale D’Elia è per me, e per tutti noi, un dolore profondo e difficile da accettare», ha dichiarato il primo cittadino, sottolineandone la capacità di anticipare i cambiamenti della società e trasformare le intuizioni in iniziative concrete.
Leccese ha ricordato anche il lavoro avviato insieme al dirigente dopo il suo ritorno in Regione, in particolare per definire il futuro di due luoghi strategici per la cultura barese, il Teatro Margherita e l’ex Caserma Rossani.
«Ma la sua forza più grande stava nella sua umanità: sapeva parlare a chiunque con naturalezza, senza creare distanze», ha aggiunto il sindaco, richiamando l’attenzione sull’impegno dedicato alle nuove generazioni attraverso Bollenti Spiriti.
Per Leccese, il ritorno di D’Elia in Puglia aveva rappresentato «un gesto di generosità e di amore verso la sua terra», alla quale aveva scelto di mettere nuovamente a disposizione competenze ed esperienza. «Oggi perdiamo un professionista di straordinario valore, una persona capace di immaginare il futuro e lavorare concretamente per realizzarlo. E io perdo anche un amico».
La sua morte interrompe così, a pochi mesi dall’inizio, una nuova fase professionale che lo aveva riportato alla guida delle politiche culturali e turistiche della Regione. Resta il contributo di una carriera dedicata all’innovazione delle istituzioni e alla creazione di opportunità per i giovani, oggi al centro del ricordo condiviso dalle diverse forze politiche pugliesi.
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