Bari, chiede l’elemosina e poi rapina un anziano: rintracciata e arrestata

La donna avrebbe sottratto il portafogli con circa 400 euro a un ultraottantenne e utilizzato poco dopo il suo bancomat. Decisive le immagini della videosorveglianza
Prima la richiesta di elemosina, accompagnata dal tentativo di suscitare empatia simulando di avere un bambino avvolto in una coperta. Poi, di fronte al rifiuto dell’anziano, la rapina. È l’ipotesi investigativa alla base della misura cautelare eseguita dalla Polizia di Stato nei confronti di una cittadina bosniaca, senza fissa dimora, individuata nell’ambito delle indagini su quanto accaduto lo scorso 28 aprile a Bari.
La vittima è un ultraottantenne barese, incontrato casualmente in strada dalla donna nel pomeriggio. Secondo la ricostruzione investigativa, dopo avergli chiesto l’elemosina e aver ricevuto un rifiuto, la donna avrebbe reagito strattonandolo con forza e impossessandosi del portafogli, all’interno del quale erano custoditi circa 400 euro.
Gli accertamenti successivi avrebbero inoltre permesso di verificare che, nei momenti immediatamente successivi alla rapina, la donna avrebbe utilizzato la carta bancomat della vittima per effettuare acquisti in un esercizio commerciale.
Determinanti per arrivare alla sua identificazione sono state le immagini delle telecamere di videosorveglianza, attraverso le quali gli investigatori hanno potuto ricostruire i suoi movimenti subito dopo l’episodio.
La donna, che secondo quanto riferito ha precedenti di polizia per rapina e furto con destrezza, è stata rintracciata a Foggia, dove vive all’interno di una roulotte.
Nell’ambito del procedimento penale, ancora nella fase delle indagini preliminari, il 22 settembre, su richiesta del Pubblico Ministero, il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Bari ha emesso nei suoi confronti un’ordinanza applicativa di misura cautelare personale in relazione alle ipotesi di rapina e indebito utilizzo di strumenti di pagamento diversi dai contanti.
Il provvedimento è stato eseguito dalla Polizia di Stato il 25 settembre a Foggia, dove la donna è stata materialmente arrestata.
Le contestazioni sono formulate nell’ambito di un procedimento ancora nella fase delle indagini preliminari e dovranno essere sottoposte alle successive verifiche processuali.
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