Crisi dell’olio, Orgoglio Olivicolo torna sul piede di guerra: «Promesse disattese, pronti a scendere in piazza»

Losito: «Un intero settore lasciato solo». Al via le assemblee per organizzare le manifestazioni di protesta.
Le rassicurazioni non sono bastate. E ora, con la nuova campagna olivicola già iniziata e le risposte delle istituzioni che continuano a mancare, Orgoglio Olivicolo torna a mobilitarsi. Il comitato nazionale ha annunciato la ripresa dello stato di agitazione e avviato una serie di assemblee per definire le prossime manifestazioni di protesta. Una decisione maturata dopo settimane di interlocuzioni che avevano lasciato intravedere possibili sviluppi, senza tuttavia tradursi, secondo i rappresentanti del settore, in provvedimenti concreti.
A denunciare lo stallo è Francesco Losito, portavoce di Orgoglio Olivicolo, che punta il dito contro il mancato rispetto degli impegni assunti. «Avevamo sperato che, ai passi in avanti rappresentati dalle ultime rassicurazioni, seguissero fatti concreti. Prendiamo atto che, purtroppo, nessuna azione concreta tra quelle promesse è stata attivata».
Al centro della mobilitazione ci sono richieste che il comitato porta avanti ormai da un anno: il riconoscimento dello stato di crisi del comparto olivicolo-oleario, strumenti più efficaci per garantire la tracciabilità di olive e oli, controlli sulle importazioni e interventi economici a sostegno dei produttori, delle cooperative e dei frantoi.
«Niente di tutto questo è avvenuto. Ecco perché Orgoglio Olivicolo riprende oggi lo stato di agitazione», afferma Losito, annunciando che sono già cominciati gli incontri con le diverse realtà aderenti al comitato nazionale per concordare modalità e tempi delle iniziative di piazza.
Quattro, in particolare, gli interventi sollecitati con urgenza. Il primo riguarda l’attivazione della procedura per la dichiarazione dello stato di crisi, estesa sia agli olivicoltori sia ai frantoi. Il secondo è l’introduzione immediata del documento di trasporto elettronico, sul modello di quanto già previsto per il settore vitivinicolo, per rafforzare la tracciabilità lungo la filiera. Seguono la richiesta di un piano straordinario di controlli antifrode su scala nazionale, con risultati verificabili, e l’adozione di misure per il ritiro e lo stoccaggio del nuovo olio, finalizzate a sostenere i prezzi alla produzione, insieme a strumenti di sostegno finanziario destinati ai frantoi.
La preoccupazione del comitato riguarda soprattutto le conseguenze della crisi su un tessuto produttivo composto da migliaia di imprese e lavoratori, chiamati ad affrontare una nuova stagione senza le garanzie e gli interventi più volte sollecitati.
«In questa pesante e dolorosa situazione, con la nuova campagna olivicola ormai iniziata, gli unici che stanno mostrando responsabilità, e che stanno continuando a fare sacrifici, sono gli olivicoltori, le cooperative, i frantoiani e commercianti seri», sottolinea il portavoce.
Il confronto con le istituzioni, dunque, lascia nuovamente spazio alla mobilitazione. Non sono state ancora comunicate date e modalità delle manifestazioni, che saranno definite al termine delle assemblee in corso.
«È arrivato il momento di far sentire la nostra voce in piazza e di rendere consapevoli le istituzioni e i cittadini che la loro inerzia e assenza non sono accettabili», conclude Losito.
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