Truffa dell’oro all’anziana sventata dai Falchi: due arresti nel quartiere Libertà

L’operazione è nata durante un consueto servizio di controllo del territorio. Gli agenti in borghese hanno notato un’autovettura con a bordo due uomini che si aggirava con atteggiamento sospetto e senza una meta apparente per le vie della città

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L’ennesimo raggiro ai danni delle fasce più fragili della popolazione è stato sventato nei giorni scorsi dalla Polizia di Stato. Il blitz è scattato la mattina di mercoledì 26 agosto nel quartiere Libertà, dove gli agenti della sezione “Falchi” della Squadra Mobile di Bari hanno tratto in arresto due pregiudicati — un italiano di 26 anni residente nel Salernitano e un 28esimo di origine tunisina, irregolare sul territorio nazionale — accusati di tentata truffa aggravata, resistenza e lesioni a pubblico ufficiale.

L’operazione è nata durante un consueto servizio di controllo del territorio. Gli agenti in borghese hanno notato un’autovettura con a bordo due uomini che si aggirava con atteggiamento sospetto e senza una meta apparente per le vie della città. I poliziotti hanno così deciso di pedinare il veicolo fino a quando non si è arrestato nei pressi di un palazzo del quartiere Libertà.

Dal lato passeggero è sceso il 26esimo, che si è diretto rapidamente all’interno del condominio, per poi uscirne appena pochi minuti dopo a passo svelto. Un movimento repentino che ha spinto i Falchi a intervenire immediatamente per bloccare l’uomo. Ne è nato un fermo concitato: il giovane ha tentato la fuga opponendo una strenua resistenza che ha cagionato alcune lesioni a due dei poliziotti intervenuti. Nel frattempo, un secondo equipaggio ha bloccato il conducente rimasto in auto ad attenderlo a motore acceso.

I successivi accertamenti sul posto hanno permesso di ricostruire la dinamica dell’accaduto. Vittima del raggiro una donna di 70 anni residente nello stabile. La signora era stata contattata poco prima sul telefono fisso da un falso appartenente alla Guardia di Finanza, il quale, con la scusa di dover verificare se i gioielli di famiglia fossero provento di una recente rapina, l’aveva informata dell’imminente arrivo di un collega per un controllo d’urgenza.

La donna, tratto in inganno dalla telefonata, aveva già preparato i propri oggetti preziosi su un tavolo. Tuttavia, una volta fatto entrare l’emissario in casa, ha intuito il pericolo e ha iniziato a urlare chiedendo aiuto. Messo alle strette dalle grida della 70enne, il finto finanziere è stato costretto alla fuga a mani vuote verso l’auto del complice, venendo però intercettato dai poliziotti appostati all’esterno.

Informata l’Autorità Giudiziaria, per i due uomini si sono spalancate le porte del carcere. Il 28 agosto, all’esito del giudizio per direttissima, il giudice ha convalidato l’arresto disponendo i domiciliari per il 26enne salernitano e la custodia cautelare in carcere per il 28enne tunisino.

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