Aggressione a Parco Rossani, arrestata la presunta responsabile

foto di Polizia Locale di Bari

La donna è stata arrestata dalla Polizia Locale

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Prima svolta giudiziaria nell’inchiesta sull’aggressione avvenuta lo scorso 23 luglio all’interno del Parco Rossani di Bari, dove una studentessa universitaria era stata brutalmente picchiata da un gruppo di donne riportando gravi lesioni al volto. Nella giornata di ieri il Nucleo di Polizia Giudiziaria della Polizia Locale di Bari ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dall’autorità giudiziaria, nei confronti di A. M., ritenuta gravemente indiziata di essere una delle responsabili del pestaggio.

L’episodio aveva avuto come vittima Giuditta D’Elia, studentessa di Filosofia, aggredita – secondo quanto ricostruito dagli investigatori – per futili motivi da quattro donne. Le violenze le avevano provocato serie lesioni al volto, suscitando forte indignazione nell’opinione pubblica e riaccendendo il dibattito sulla sicurezza nei parchi cittadini.

L’esecuzione della misura cautelare arriva al termine di un’articolata attività investigativa condotta dalla Polizia Locale di Bari, avviata subito dopo l’aggressione. Gli agenti del Nucleo di Polizia Giudiziaria hanno raccolto testimonianze, acquisito elementi probatori, analizzato la documentazione disponibile e ricostruito nel dettaglio la dinamica dei fatti, delineando un quadro investigativo ritenuto sufficiente dall’autorità giudiziaria per l’emissione del provvedimento.

L’operazione rappresenta il primo risultato concreto dell’inchiesta e testimonia la collaborazione tra Polizia Locale e magistratura nell’accertamento delle responsabilità. Le indagini, tuttavia, proseguono per chiarire ogni aspetto della vicenda e la posizione delle altre persone coinvolte nell’aggressione.

Resta fermo che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari. Come previsto dall’ordinamento, la misura cautelare è stata disposta sulla base della sussistenza di gravi indizi di colpevolezza e ha natura esclusivamente provvisoria: la responsabilità dell’indagata potrà essere accertata soltanto con una sentenza definitiva, nel pieno rispetto del principio di presunzione di innocenza.

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