La Camera ricorda la strage ferroviaria del 12 luglio: un minuto di silenzio e una proposta di legge per una Giornata nazionale della memoria

Montecitorio rende omaggio alle 23 vittime. La deputata andriese Mariangela Matera propone di istituire una giornata nazionale dedicata a tutte le vittime degli incidenti ferroviari. Luana Zanella: «Le famiglie chiedono ancora verità e giustizia».

95 commenta

Un minuto di silenzio ha aperto nell’Aula della Camera dei Deputati la commemorazione del decimo anniversario della strage ferroviaria di Andria-Corato, costata la vita a 23 persone e il ferimento di altre 51 nello scontro frontale tra due convogli sulla linea a binario unico gestita da Ferrotramviaria il 12 luglio 2016. Un ricordo condiviso da tutti i gruppi parlamentari, uniti nell’omaggio alle vittime di una delle più gravi tragedie ferroviarie della storia italiana.

Nel corso della commemorazione, la deputata andriese di Fratelli d’Italia Mariangela Matera ha annunciato il deposito di una proposta di legge per istituire il 12 luglio quale Giornata nazionale delle vittime della tragedia ferroviaria di Andria-Corato e di tutti gli incidenti ferroviari.

«Ho depositato una proposta di legge affinché il ricordo si trasformi in un impegno permanente per la sicurezza, la prevenzione e la tutela della vita umana», ha dichiarato Matera, sottolineando come, per chi appartiene alla comunità andriese, quella ricorrenza abbia un significato ancora più profondo.

«Il 12 luglio – ha affermato – non appartiene soltanto ai luoghi in cui la tragedia si è consumata, ma alla memoria dell’intera Nazione. Ricordare significa rendere giustizia alle vittime, essere vicini ai loro familiari e ai sopravvissuti, ma anche riconoscere il coraggio dei soccorritori, delle forze dell’ordine e del personale sanitario che intervennero in quelle drammatiche ore».

Secondo la parlamentare, la memoria deve tradursi in un impegno concreto perché simili tragedie non si ripetano più. «L’ammodernamento della tratta ferroviaria rappresenta un segnale tangibile della volontà di costruire una rete sempre più sicura ed efficiente», ha aggiunto.

La proposta di legge punta a istituire una ricorrenza nazionale dedicata al ricordo di tutte le vittime degli incidenti ferroviari avvenuti in Italia e prevede iniziative di sensibilizzazione nelle scuole, nelle istituzioni e nei luoghi di lavoro sui temi della sicurezza ferroviaria, della prevenzione e della cultura della sicurezza.

«A dieci anni da quella tragedia abbiamo il dovere di consegnare alle nuove generazioni non solo il ricordo di quanto accaduto, ma anche la consapevolezza che sicurezza, responsabilità e tutela della vita rappresentano principi non negoziabili del nostro vivere civile. Una nazione che sa custodire la memoria è una nazione che sa prendersi cura del proprio futuro», ha concluso Matera.

Durante la commemorazione è intervenuta anche la capogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra alla Camera, Luana Zanella, che ha richiamato l’attenzione sul percorso giudiziario ancora in corso e sulla necessità di garantire piena tutela alle vittime.

«Il 12 luglio del 2016, sul tratto pugliese a binario unico Andria-Corato, morirono 23 persone e 51 rimasero ferite nello scontro frontale di due treni», ha ricordato Zanella. «Mentre si attende l’esito giudiziario, resta aperta la ferita delle vittime e quella della definitiva approvazione della legge costituzionale che introduce all’articolo 24 della Carta il principio secondo cui “La Repubblica tutela le vittime di reato”. È un tema di cui discutiamo da sei legislature».

La parlamentare ha evidenziato come i familiari delle vittime chiedano soprattutto verità e giustizia. «Non domandano soltanto risarcimenti, ma l’accertamento della verità e una reale presa in carico della loro sorte da parte dello Stato», ha affermato.

Zanella ha inoltre ricordato che il procedimento giudiziario è ormai prossimo alla conclusione. Il prossimo 7 ottobre la quarta sezione penale della Corte di Cassazione sarà chiamata a pronunciarsi sulla sentenza di secondo grado emessa dalla Corte d’Appello di Bari, che ha confermato il verdetto del Tribunale di Trani del giugno 2023. Una decisione che ha attribuito la causa della tragedia a un errore umano e non ai mancati investimenti nella sicurezza, conclusione contestata dai familiari delle vittime.

Nel corso del processo, la Procura di Trani aveva definito «obsoleto e non sicuro» il sistema del blocco telefonico utilizzato sulla tratta a binario unico, sostenendo che l’installazione del sistema automatico di blocco conta-assi avrebbe potuto evitare lo scontro. Secondo l’accusa, Ferrotramviaria avrebbe rinunciato a quell’investimento nell’attesa del raddoppio della linea.

avatar

Nessun commento ancora. Scrivi il primo!