Quasi una tonnellata di cozze senza tracciabilità sequestrata tra Bari e Bitonto

L’intero quantitativo è stato avviato alla distruzione presso impianti autorizzati

132 commenta

Quasi una tonnellata di mitili privi delle necessarie garanzie di tracciabilità e sicurezza alimentare è stata sequestrata dalla Guardia Costiera di Bari nel corso di due distinte operazioni condotte tra Bari e Bitonto nell’ambito delle attività di contrasto alla commercializzazione illegale dei prodotti ittici.

L’intervento, eseguito dal personale della Sezione di Polizia Marittima della Guardia Costiera, ha consentito di impedire che circa 920 chilogrammi di cozze raggiungessero il mercato e finissero sulle tavole dei consumatori senza le previste certificazioni sanitarie e documentali.

La prima operazione è stata portata a termine lungo la rete stradale del territorio comunale di Bari, dove i militari hanno fermato un veicolo utilizzato per il trasporto di un ingente quantitativo di mitili destinati alla distribuzione commerciale. Gli accertamenti successivi hanno permesso di verificare che il prodotto, pari a circa 600 chilogrammi, proveniva da attività di pesca non professionale e risultava completamente privo dei requisiti richiesti dalla normativa in materia di commercializzazione e tracciabilità.

Per il responsabile è scattata una sanzione amministrativa di 4mila euro, oltre al sequestro dell’intero carico.

Le attività di controllo sono poi proseguite nella mattinata successiva a Bitonto. Nel corso di un’ispezione effettuata presso una pescheria cittadina, gli uomini della Guardia Costiera hanno rinvenuto ulteriori 320 chilogrammi di mitili sprovvisti della documentazione obbligatoria prevista dalla normativa di settore. Anche in questo caso è stato disposto il sequestro del prodotto.

Secondo quanto emerso dagli accertamenti, i mitili sequestrati sarebbero riconducibili ad impianti di mitilicoltura dell’area di Taranto. Una volta concluse le procedure previste dalla legge, l’intero quantitativo è stato avviato alla distruzione presso impianti autorizzati.

L’operazione si inserisce nel più ampio piano di vigilanza che la Guardia Costiera conduce lungo tutta la filiera della pesca, dalla produzione fino alla vendita al dettaglio, con l’obiettivo di garantire il rispetto delle norme a tutela della salute pubblica e della corretta concorrenza nel settore.

La mancanza di tracciabilità, infatti, non rappresenta soltanto una violazione amministrativa, ma può costituire un potenziale rischio per i consumatori, che non hanno alcuna garanzia sulla provenienza del prodotto e sul rispetto delle procedure sanitarie previste. Allo stesso tempo, la commercializzazione di prodotti ittici al di fuori dei canali autorizzati altera le regole del mercato e penalizza gli operatori che svolgono la propria attività nel pieno rispetto delle disposizioni vigenti.

La Guardia Costiera ha confermato che i controlli proseguiranno anche nelle prossime settimane, con particolare attenzione alla tutela delle risorse marine, alla sicurezza alimentare e al contrasto di ogni forma di pesca e commercio illegale dei prodotti ittici.

avatar

Nessun commento ancora. Scrivi il primo!