Laurea honoris causa in Lingue e Letterature Moderne a Irina Flige, storica, geografa e attivista russa

«Con questo conferimento, l’Università di Bari ribadisce la propria vocazione internazionale e civile, mettendo la memoria storica, i diritti umani e la libertà della cultura al centro della propria missione accademica»

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L’Università degli Studi di Bari Aldo Moro ha conferito oggi, nell’Aula Magna del Palazzo Ateneo, la Laurea honoris causa in Lingue e Letterature Moderne a Irina Flige, storica, geografa e attivista russa, direttrice del Centro Memoriàl di San Pietroburgo.

Figura di riferimento del movimento per la memoria delle vittime delle repressioni staliniane, Flige riceve un riconoscimento che premia una vita dedicata alla ricerca storica, alla tutela dei diritti umani e alla difesa della verità. Con i suoi studi sulla ricostruzione dei luoghi delle esecuzioni di massa, la creazione del museo virtuale del Gulag e il progetto Necropoli del terrore, ha restituito voce e dignità a migliaia di persone cancellate dalla storia ufficiale.

Il lavoro di Irina Flige rappresenta un esempio di rigore scientifico e di coraggio civile, fondato sull’ascolto delle vittime e sulla custodia della memoria. La sua opera supera i confini linguistici e culturali, ponendo al centro della convivenza umana la responsabilità civile e il dovere della memoria.

Il legame tra Irina Flige e l’Ateneo barese risale al 2013, con il festival Pagine di Russia promosso dalla Cattedra di Lingua e Letteratura Russa del Dipartimento di Studi Umanistici, che contribuì a far conoscere in Italia il lavoro di Memoriàl e il suo impegno civile.

Con questo conferimento, l’Università di Bari ribadisce la propria vocazione internazionale e civile, mettendo la memoria storica, i diritti umani e la libertà della cultura al centro della propria missione accademica.

Nata a Leningrado nel 1960, Irina Flige è una delle figure più rappresentative di Memoriàl, l’associazione russa insignita del Premio Nobel per la Pace 2022. Fondata alla fine degli anni Ottanta in Unione Sovietica – anche per iniziativa del fisico e dissidente Andrej Sacharov – Memoriàl nacque per preservare la memoria delle vittime dello stalinismo e si è affermata come il più autorevole centro internazionale di ricerca sulle repressioni sovietiche, oltre che come una delle più importanti organizzazioni non governative russe.

Gli studi promossi da Memoriàl hanno permesso di ricostruire i meccanismi repressivi dell’URSS e di approfondire i processi di elaborazione della memoria individuale e collettiva in Russia.

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