A Bari istituzioni, ricerca e industria insieme per una roadmap nazionale sull’uso del nucleare in medicina

L’iniziativa del gruppo Itel

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Mettere in rete le competenze scientifiche, industriali e istituzionali per costruire una strategia nazionale sull’uso del nucleare in sanità. È stato questo l’obiettivo del convegno “Nucleare per la Salute – Scenari di innovazione scientifica e tecnologica tra farmaceutica, biomedicale e sanità avanzata”, svoltosi oggi al Nicolaus Hotel di Bari su iniziativa del Gruppo ITEL.

L’evento ha riunito rappresentanti del Ministero della Salute, della Regione Puglia, di Confindustria, delle università di Bari e del Politecnico di Bari, di enti come ISIN, AIFA, Sogin, ANPEQ, MASE, AIRO, ENEA, AIFM, AIMN, INFN, Humanitas e del Consorzio Nazionale per l’Innovazione e lo Sviluppo dei Radiofarmaci (NCIR). Un dialogo a più voci per analizzare il ruolo crescente delle applicazioni nucleari nella medicina moderna — dalla protonterapia alla ricerca sui radiofarmaci — e per promuovere una riflessione condivisa su sicurezza, sostenibilità e accessibilità delle cure.

Un confronto tra etica, innovazione e sicurezza

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La prima sessione, “Sicurezza e sostenibilità: applicazioni nucleari nella salute tra etica, norme e ambiente”, ha visto la partecipazione di Francesco Campanella (ISIN), Lorella Chiappinelli (AIFA), Annafrancesca Mariani (Sogin), Pier Battista Finazzi (ANPEQ) e Nicola Ippolito (MASE).

Il dibattito ha posto l’accento sul rapporto tra sviluppo tecnologico e responsabilità sociale, evidenziando l’importanza di un quadro normativo chiaro e di una governance condivisa per garantire l’impiego sicuro delle radiazioni ionizzanti. Le applicazioni nucleari in sanità, oggi sempre più diffuse, richiedono — è stato sottolineato — una visione consapevole e sostenibile, capace di conciliare progresso scientifico e tutela dell’ambiente.

La protonterapia e la sfida italiana

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Il secondo panel, “Particelle per la vita: protonterapia e tecnologie avanzate per l’oncologia del futuro”, ha approfondito le nuove frontiere della radioterapia oncologica con Roberto Orecchia, Marco Krengli, Alessandro Dodaro e Vittorio Didonna.

La protonterapia, che consente trattamenti più mirati e meno invasivi, è stata descritta come una delle frontiere più promettenti della medicina moderna. In questo scenario, un ruolo di rilievo è stato attribuito al progetto ERHA – Enhanced Radiotherapy with HAdrons, sviluppato dalla spin-off Linearbeam del Gruppo ITEL: il primo sistema di protonterapia al mondo basato su acceleratore lineare, una tecnologia italiana destinata a rivoluzionare l’approccio alle cure oncologiche e a consolidare la leadership scientifica del Paese.

Radiofarmaci e medicina di precisione

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L’ultima sessione, “Radiofarmaci e medicina nucleare: innovazione, sperimentazione e ricerca in Italia”, con Maria Luisa De Rimini, Livia Ruffini, Laura Evangelista e Liliana Mou, ha posto al centro la crescita del comparto radiofarmaceutico, settore chiave della medicina personalizzata.

Nel corso del confronto è stato presentato il Consorzio NCIR – National Consortium for Innovation and Development of Radiopharmaceuticals, promosso da Itelpharma (divisione radiofarmaceutica del Gruppo ITEL) insieme all’Università di Pavia. Il progetto, che unisce cinque hub e undici partner di eccellenza, rappresenta il primo esempio in Italia di filiera integrata per i radiofarmaci, capace di collegare ricerca, produzione e applicazione clinica in un’unica infrastruttura nazionale.

L’integrazione tra scienza e impresa

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La giornata si è conclusa con una visita agli stabilimenti ITELPHARMA e LINEARBEAM di Ruvo di Puglia, dove si sviluppano rispettivamente i radiofarmaci innovativi e l’acceleratore lineare ERHA. Due centri di eccellenza che incarnano la missione del Gruppo ITEL: trasformare la ricerca in applicazioni cliniche concrete, coniugando innovazione, sicurezza e sostenibilità.

Le parole del presidente Leonardo Diaferia

Leonardo Diaferia

«Con questa iniziativa abbiamo voluto valorizzare le sinergie di eccellenza del sistema Paese, favorendo un dialogo concreto e costruttivo tra istituzioni, ricerca e industria per definire una roadmap nazionale sull’uso del nucleare in sanità», ha dichiarato Leonardo Diaferia, presidente e fondatore del Gruppo ITEL.

«Il settore nucleare applicato alla salute rappresenta una frontiera strategica per il futuro della medicina e per la sovranità tecnologica dell’Italia. Dalla protonterapia ai radiofarmaci, la nostra missione è da oltre quarant’anni trasformare la ricerca in applicazioni cliniche reali, con un approccio fondato su sostenibilità, sicurezza e accessibilità.»

L’impegno per l’innovazione globale

L’amministratore delegato Michele Diaferia ha sottolineato il ruolo di ITEL nella costruzione di una filiera nazionale dell’innovazione:

«In un contesto globale in cui la medicina nucleare e le tecnologie biomedicali avanzate assumono un ruolo sempre più centrale, ITEL lavora per rafforzare la filiera italiana, valorizzando le sinergie tra ricerca, produzione e applicazione clinica.
L’internazionalizzazione, per noi, non è solo una leva di crescita economica ma un fattore di evoluzione tecnologica e culturale. Ci permette di condividere esperienze, accelerare la ricerca e rendere la sanità più avanzata e al passo con i tempi.»

Con oltre quarant’anni di esperienza nel settore healthcare, il Gruppo ITEL presidia l’intera filiera dell’innovazione sanitaria attraverso le sue società ITELPHARMA, LINEARBEAM e ITEL DIAGNOSTIC, operando nella ricerca, produzione e sviluppo di tecnologie per la diagnostica, la protonterapia e la medicina nucleare.
Dalla Puglia al mondo, un modello italiano di eccellenza che unisce scienza, industria e responsabilità sociale per una sanità sempre più avanzata, sicura e sostenibile

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