Carcere di Bari, nuova aggressione ai poliziotti. Il Sappe: “Basta chiacchiere, servono risposte concrete”

Chiesto un comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica ed una seduta del consiglio comunale di Bari

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Ancora tensione nel carcere di Bari, dove il 27 agosto alcuni detenuti hanno aggredito agenti di polizia penitenziaria con pugni e schiaffi. I poliziotti, feriti nell’episodio, se la caveranno con prognosi di alcuni giorni.

Secondo il Sappe, sindacato autonomo della polizia penitenziaria, non si tratta di una semplice aggressione ma di un segnale allarmante: “Questa non è una normale storia di violenza come ne stanno accadendo tante nelle carceri della regione, ma la conferma di una volontà da parte dei detenuti di voler gestire il carcere”.

L’episodio sarebbe nato dal sequestro di due telefoni cellulari trovati in possesso di un giovane detenuto foggiano trasferito a Bari per motivi di sicurezza. Nel secondo caso, un gruppo di detenuti avrebbe reagito accerchiando e colpendo gli agenti. “Tale doppio sequestro ci farebbe pensare che il detenuto foggiano sarebbe stato scelto dai ristretti baresi per custodire i telefonini, che avrebbero reagito aggredendo i poliziotti”, spiega il sindacato.

Il Sappe denuncia da tempo un sovraffollamento insostenibile e un organico ridotto. “A Bari sono presenti circa 430 detenuti con una capienza regolamentare di 250 posti, con un sovraffollamento che supera il 170%”, si legge nella nota. “Di contro, a fronte di un organico di circa 320 poliziotti, ve ne sono in servizio meno di 260, da cui defalcare le unità assenti per stress, distacchi e pensionamenti. Le unità che devono gestire i detenuti sono ridotte a numeri molto risicati, meno di 200”.

Il sindacato punta il dito contro l’amministrazione penitenziaria: “La responsabilità di quanto accade a Bari e nelle altre carceri pugliesi è di una pratica fallimentare adottata in questi anni dall’amministrazione penitenziaria, su decisione di una certa politica garantista, che in maniera scellerata ha tentato finanche patti con i detenuti”.

Da qui la richiesta di interventi immediati: “Chiediamo al sindaco di Bari di proporre un consiglio comunale proprio all’interno del carcere per mostrare solidarietà ai lavoratori e ai detenuti costretti a vivere e lavorare in una struttura fatiscente ed in condizione igienico-sanitaria scadente”. Allo stesso tempo, il Sappe sollecita il prefetto a valutare “una riunione del comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica al fine di verificare ogni iniziativa utile a dare più sicurezza al carcere di Bari, considerato che nelle ore serali e notturne il penitenziario è pressoché sguarnito”.

Il sindacato avverte infine che, in mancanza di risposte, si passerà alla mobilitazione: “Qualora non ci saranno risposte concrete alle nostre richieste, presto verrà attivato un presidio davanti al carcere di Bari con i marciapiedi imbrattati di rosso, il colore del sangue che sta versando la polizia penitenziaria a causa delle gravi inadempienze dell’amministrazione”.

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