Verso il metodo “inglese”: i medici di famiglia prenoteranno prestazioni

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«D’ora in poi i medici non saranno più soli: dovranno essere necessariamente affiancati da almeno un collaboratore di studio e, lì dove è possibile, da un infermiere. Nasce finalmente quell’equipe di professionisti che dovrebbe caratterizzare, secondo noi, la riforma della medicina» commenta Anelli
È stato firmato sabato a Bari l’accordo integrativo tra i medici della Fimmg e la Regione, nel corso dell’assemblea regionale della Fimmg (la Federazione italiana dei medici di famiglia) svolta nell’aula magna del Policlinico. Un accordo che permetterà al medico di famiglia di lavorare in equipe con un collaboratore di studio che si occupi degli aspetti burocratici, liberando il medico dalle incombenze di carattere burocratico e grazie all’affiancamento di un infermiere per poter aumentare le cure domiciliari.
«Gli ospedali devono concentrarsi sulla gestione della media e alta complessità, integrandosi pienamente con un territorio capace di prendersi in carico e gestire in modo strutturato la cronicità, che oggi rappresenta la parte più consistente del bisogno assistenziale» ha detto l’assessore regionale alla salute, Raffaele Piemontese.
Poi l’appello di Emiliano: «Chiedo ai medici di base di non prescrivere risonanze magnetiche inutili, perché abbiamo le liste d’attesa delle risonanze magnetiche strapiene di cose che onestamente meriterebbero prima una bella radiografia, poi una visita specialistica e solo in caso di indicazione assolutamente necessaria la risonanza magnetica».
«C’è bisogno che questa collaborazione ci porti a esaltare il ruolo del medico di famiglia, che è l’unico che conosce il paziente nella sua storia clinica. Non bastano i fascicoli elettronici, che pure ci stanno dando molti risultati, perché dove non arriva la tecnologia arriva l’umanità. Oggi ai medici di famiglia si chiede un ruolo di assistenza continua e gli si chiede di gestire la cosiddetta appropriatezza di un sistema sanitario che deve essere attento a concedere prestazioni sanitarie quando queste sono assolutamente necessarie. Dal mio punto di vista dobbiamo fare un ulteriore passo, concedendo ai medici di base la possibilità di integrarsi con il sistema ospedaliero territoriale attraverso la prenotazione delle prestazioni.
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